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giovedì, Ottobre 17, 2019

I Forconi irrompono nelle aziende. Un manifestante ad una donna:”sporca comunista”

Notizie

Sono tre i punti cruciali del Paese dove il livello della protesta sta salendo e, a tratti, diventa preoccupante. In Piemonte, Liguria e Puglia si sono vissuti momenti di tensione, mentre per il 14 dicembre sono annunciati altri blocchi e l’annuncio della data della “marcia su Roma”.

Sono tre i punti cruciali del Paese dove il livello della protesta sta salendo e, a tratti, diventa preoccupante. In Piemonte, Liguria e Puglia si sono vissuti momenti di tensione, mentre per il 14 dicembre sono annunciati altri blocchi e l’annuncio della data della “marcia su Roma”. In molti, tra commercianti e artigiani, hanno riferito di essere stati costretti ad abbassare le serrande delle proprie attività commerciali. Al terzo giorno di proteste si sono aggiunti ai manofestanti anche Oggi la dimostrazione ha unito insieme anche venditori ambulanti, precari, studenti, disoccupati, immigrati e ultras delle curve calcistiche ed estremisti di destra. Alcuni esponenti politici cercano l’alleanza con il Movimento dei Forconi, tra cui Daniela Santanché. La stessa Forza Italia sta cercando di mediare tra il governo e la piazza. Intanto i presidi restano in 17 regioni (Forconi, la mappa delle proteste).

Ieri intanto si è registrato un atto molto grave nei confronti di una donna torinese. Alice Arena, mentre transitava a piedi in piazza Derna, racconta di essere stata aggredita verbalmente da alcuni manifestanti.

Manifestante:“Ehi tu con la bici dove cazzo vai”

Alice:”A casa”

Manifestante:“E no ti fermi qui a protestare?”

Alice:”non ci penso proprio. Poi in tre mi bloccano la bici e mi fanno scendere. Nel mentre un poliziotto se la ride. Gli do dei fascisti e via un allegro coro di insulti che vanno dalla sporca comunista alla puttana negra”.

Alice dal suo profilo facebook scrive:”Se nemmeno l’antifascismo, se nemmeno l’attacco vergognoso che abbiamo subito in questi giorni è in grado di farvi mettere il naso fuori di casa e il piede in una piazza, allora non siete degni di far parte di nessun partito né di qualunque organizzazione prevista dalla costituzione nata dal sacrificio dei resistenti che hanno dato la vita per questo paese”. L’Anpi, anche a seguito di questo episodio, ha diffuso un comunicato in cui esprime preoccupazione per il comportamento assunto dal:”Comitato per la rivoluzione” che sin dalla fase preparatoria ha assunto attraverso messaggi largamente diffusi via Facebook un carattere chiaramente eversivo. Ai “Forconi” si affiancavano solidarizzando gruppi dell’estrema destra come Casa Pound, Forza Nuova, capeggiata da un ex terrorista nero di terza posizione, ed esponenti di Fratelli d’Italia noti a Torino per le gesta del loro leader, un ex missino consigliere comunale”. La nota continua puntualizzando che:”Sin da giovedì scorso pervenivano alla sede dell’ANPI Provinciale numerose segnalazioni preoccupate da parte di negozianti e ambulanti minacciati con metodi tipicamente mafiosi di tenere abbassate le saracinesche il giorno 9 e di disertare i mercati rionali. Una variante di queste intimidazioni era rappresentata dalla visita negli esercizi pubblici di personaggi che si qualificavano come agenti in borghese della Questura incaricarti di consigliare agli esercenti di chiudere bottega nella giornata di lunedì per evitare gesti sconsiderati. L’ANPI ha ritenuto doveroso informare immediatamente le autorità cittadine, nella fattispecie la Prefettura, la Questura, il Sindaco e le associazioni di categoria, perché venissero assunte immediate misure per individuare i provocatori informando tempestivamente la cittadinanza. La risposta della Questura è stata di non aver ricevuto nessuna denuncia specifica a riguardo. Anzi, il questore invitava l’ANPI a smentire un comunicato diramato nel quale si denunciava quanto stava accadendo in città. La Prefettura invece assicurava che tutto era monitorato, di non fare allarmismi, perché le situazione era sotto controllo. L’Associazione Commercianti, malgrado le numerose segnalazioni di intimidazioni ricevute dai loro associati, non riteneva di lanciare una pubblica diffida invitando i suoi iscritti a respingere ogni minaccia e quindi tenere aperti i negozi. Ancora più sorprendente e preoccupante è l’assenza totale di iniziative da parte delle forze politiche della sinistra sollecitate a svolgere nelle giornate di venerdì e sabato un’azione di informazione in tutti i quartieri della città con un classico volantino per smascherare l’azione chiaramente eversiva del cosiddetto Comitato per la rivoluzione”. 

 
Anche Roberto ha raccontato la sua vicenda:”Oggi mio padre ha una visita medica molto importante a Milano, arrivati in stazione a Bra i miei genitori vengono a sapere, un minuto prima della partenza che i treni sono tutti soppressi a causa di una millantata occupazione da parte dei Forconi della stazione. Così, in tutta fretta, prendo la macchina e cerco di portarli a Torino per prendere il treno che li porti a Milano. A Carmagnola in 10 forconi e 5-6 camion occupano la rotonda. Quando spiego la mia esigenza di arrivare presto a Torino, uno di loro mi chiede 50 euro per passare…poi arriva un altro e mi lascia proseguire…arrivo alla rotonda successiva e invece di lasciarmi proseguire mi indicano un altro modo (tra i capannoni ) per arrivare a prendere l’autostrada…Al pelo sono riuscito ad arrivare a Torino in tempo per far prendere a mio padre il treno e si trattava di un emergenza…”. 

ZdO

 

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