IL MANIFESTO POLITICO DI INTESA POPOLARE

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La formazione politica si presenta come “nuova forza” in grado di portare le istanze dell’Abruzzo in Parlamento. 

Metti una città come Pescara, metti un traffico mai “curato” da amministrazioni incompetenti e metti una conferenza stampa convocata in un palazzo in pieno centro cittadino. Metti che ti ritrovi in un appartamento pieno di giornalisti muti e senza proferir parola in attesa dell’arrivo del Santo patrono da Roma. Metti che l’unto dal Signore arrivi con qualche decina di minuti di ritardo e rilasci, prima di iniziare la conferenza stampa, una chilometrica intervista ai Signori della Rai. Metti che poi finalmente con buoni quaranta minuti di ritardo si inizi la conferenza stampa e l’unto apre la presentazione della lista dicendo che «Intesa Popolare è un partito che si differenzia dagli altri perché punta innanzitutto sui valori». Giampiero Catone, dopo aver dato la benedizione alla Rai, si mette a perder tempo con giornalisti di serie b e a illustrare il proprio programma elettorale. «La partecipazione dei cittadini è l’aggiunta valoriale di Intesa popolare» aggiunge il segretario nazionale del partito. Quali siano questi valori a cui si aggrappa questa Giampy non si capisce bene. 

BREVE STORIA POLITICA DI GIAMPIERO CATONE 

Nel 2001 Giampy divenne capo della segreteria del Ministero per le Politiche Comunitarie di, non crederete ai vostri occhi, Rocco Buttiglione. Più tardi, viste le capacità oratorie del buon Giampy, il Rocco Siffredi della Democrazia Cristiana (Buttiglione ndr) lo nominò direttore responsabile del famosissimo quotidiano nazionale “La Discussione”. Da quel momento in poi Giampy imboccò una strada sempre in discesa e divenne: segretario organizzativo del movimento Democrazia Cristiana per le Autonomie, deputato di Forza Italia nel 2006, poi si spostò al gruppo Dca-Nuovo Psi, poi venne rieletto nel Pdl, poi in Futuro e Libertà, poi passò al gruppo misto, quindi nominato (per aver salvato il Governo Berlusconi dalla sfiducia il 14 dicembre 2010) sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, poi finalmente si ferma (per il momento) a Intesa Popolare.

BREVE STORIA GIUDIZIARIA DI GIAMPIERO CATONE 

Catone purtroppo è stato fermato dalla giustizia rossa che gli ha rallentato un pochino la sua corsa verso il potere. Nel 2001 incappa in una triste storia venne arrestato assieme al fratello Massimo e ad altre dodici persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata. Secondo l’accusa, Catone sarebbe stato coinvolto in due bancarotte fraudolente da 25 miliardi di lire ciascuna e nell’indebito ottenimento di 12 miliardi di lire di finanziamenti a fondo perduto, tramite presentazione di documentazione falsa. Il 23 febbraio 2012 è stato condannato in primo grado a otto anni di reclusione per questa vicenda. Chiaro che sia la Dc che Berlusconi non poterono farsi scappare un genio del genere. Comunque, ad onor di cronaca, Catone è stato assolto da alcuni dei capi d’accusa tra cui alcuni prescritti.

QUANTO RESISTERA’ IN INTESA POPOLARE CATONE?

A questo tipo di domande non possiamo rispondere anche perché sarebbe come domandare «Quando si spegnerà il sole?» o «Quanto durerà un amore?». Per l’ultraterreno comunque ci stiamo attrezzando. Intanto un sincero in bocca al lupo ai due unti del Signore che sono stati chiamati, forzati, strappati dai loro cari e dai loro affetti per dare un contributo al partito. Bravi. I non navigati della politica, Bruno Di Paolo e Benigno D’Orazio, sono pronti per volare a Roma magari con Lorenzo Valloreja (ex Virgo Fidelis). 

Magari però stare attenti ad essere un pochino più presenti in Parlamento: l’unto ha partecipato il 53% delle volte!

 

di Antonio Del Furbo

 

 

 

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