Il Comune di Roma non è parte civile nel processo dei Casamonica. A Vasto, per un reato molto minore, invece sì

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“Il fatto non sussiste”: tutti assolti. In una tarda mattinata di inizio aprile di quest’anno, dopo alcune udienze, il tribunale ha assolto l’ex sindaco Luciano Lapenna e la sua giunta dell’epoca, dall’accusa di abuso in atti d’ufficio e per violazione delle norme ambientali.

La questione riguardava la convenzione stipulata nel 2014 con l’associazione Baschi azzurri onlus (gruppo comunale di protezione civile) per il controllo e la bonifica delle discariche abusive presenti sul territorio, che, secondo l’accusa, avrebbe generato un compenso di 2.500 euro al mese. In particolare l’inchiesta riguardava lo smaltimento delle discariche relative al 2014 e per cui il pm, Michele Pecoraro, chiese condanne da 5 a 9 mesi di reclusione. La Procura di Vasto sottopose a sequestro due mezzi per la raccolta rifiuti in dotazione all’associazione Baschi Blu onlus oltre all’area dove insistevano in c.da S. Rocco di Vasto, un terreno con casolare alle spalle dell’ex cantiere della Fioroni.

L’intera opposizione all’epoca dei fatti si stracciò le vesti costituendosi addirittura Parte civile nel processo. Oltre a Noi con Salvini anche i rappresentanti del Movimento 5 stelle agitarono dubbi e perplessità sull’operato della Giunta.

Qualcosa di diverso, però, accade a Roma in questi giorni. Seppur i fatti sono diversi, la riflessione parte proprio dall’ex sindaco di Vasto, Luciano Lapenna.

“A Roma la Raggi non si costituisce parte civile nel processo penale contro i Casamonica. A Vasto pretesa ed ottenuta dai Consiglieri Comunali di minoranza (anche cinque stelle) la costituzione di parte civile contro di me e la mia giunta per un presunto reato di abuso.”

E, infatti, il Comune di Roma non sarà parte civile nel maxi procedimento sul clan Casamonica, che vede 63 persone imputate. Il gup del Tribunale di Roma ha respinto l’istanza di costituzione perché è stata depositata tardivamente.

Marco Palumbo, consigliere Pd in Campidoglio spiega addirittura che “anche questa volta, in un processo che vede imputati dei membri del noto clan dei Casamonica, il Campidoglio arriva in ritardo sulla costituzione di parte civile. Un anno esatto fa, la stessa polemica aveva travolto la Giunta Raggi, colpevole di non aver presentato nei tempi la richiesta di costituzione del Comune di Roma parte civile nel processo che, allora, vedeva imputati alcuni Casamonica per i fatti del bar Roxy. A distanza di un anno, il Campidolgio manca di nuovo all’appuntamento, questa volta per il maxi procedimento che vede imputati ben 63 esponenti del clan. A questo punto è impossibile non fare un collegamento tra i due processi. Possibile che si perda tempo anche sulla decisione di schierarsi contro i Casamonica?”.

La diatriba sulla questione si sviluppa anche sul profilo Facebook dello stesso Lapenna:“Fai uno squillo a Palamara…se non hai il contatto chiedilo a Giovanni….(Legnini – ndr)” scrive il senatore a 5 stelle Gianluca Castaldi nel commentare il post dell’ex sindaco.

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