Il governatore d’Abruzzo che voleva appendere l’Appendino…

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Big Lucky una ne pensa e mille ne fa. Lui, il produttore di parole italiane senza senso, ha, da oggi, inaugurato un nuovo percorso di studio: quello della profezia. Sbagliata.

Forse copiando il suo compagno di partito, Piero Fassino che ha per due volte fatto centrare l’obiettivo ai 5 stelle, oggi ‘Big Manoppello’ che ha praticamente tutto l’Abruzzo ai suoi piedi per lavarglieli, si è lanciato in una performance in pieno stile dalfonsiano. 

Ieri, mentre aspettava impaziente i risultati elettorali, preso dalla foga ha scritto un altro dei suoi post incomprensibili:

“Stasera sintonizzati su Torino e vedrai dove verrà appesa la Appendino. E parliamo della migliore…Per gli altri è solo questione di mesi, che si rivelino le consistenze…”

 


Il santo in carne e ossa ha profetizzato. Ma gli è andata male visto che l’Appendino ha vinto col 54,6% contro il 45,4 di Fassino. Poi, preso dalla rabbia e analizzando il voto abruzzese, ha lanciato la frecciata al Movimento abruzzese:

“Viene invece punita un’opposizione regionale inconcludente e non propositiva. Il centrodestra, inesistente a Sulmona, pesantemente sconfitto a Roseto e Lanciano, battuto di misura a Vasto pur con una candidatura autorevole, esce ulteriormente ridimensionato da queste elezioni. Non pervenuto il Movimento Cinque Stelle, ridotto a forza marginale irrilevante. C’è molto da riflettere per queste forze sull’utilità di una strategia di pura contrapposizione, non costruttiva per gli interessi dell’Abruzzo.”

Da domani, pare, l’opposizione in Abruzzo verrà resa illegale per legge e i contestatori, blogger, giornalisti e politici che siano, tutti mandati al confino.

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