“Il Movimento 5 stelle è morto”: attivista storico va via in lacrime. Altri 50 pronti a mollare

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Con grande tristezza il consigliere comunale di Pescara, Massimiliano Di Pillo, legge una lettera: “Non riesco più a sentirmi parte di un contesto che lascia morire di ingiustizia i suoi figli”.

di Antonio Del Furbo



La ruggine tra il Consigliere e il Movimento si era creata da tempo e, questa mattina, l’epilogo. “Ho da comunicare -scrive Di Pillo- due cose importanti, ma soprattutto voglio rendere noto che dopo una lunga agonia, per il sottoscritto e non solo, il Movimento 5 Stelle è morto”.

Con un filo di emozione in voce e con le lacrime che non riesce a trattenere, il consigliere si toglie la spilla del Movimento in un gesto simbolico.

Il calvario dell’attivista inizia il 9 marzo scorso “quando ho invitato la stampa per raccontare della profonda ingiustizia subita con l’esclusione dalla piattaforma Rousseau della lista per le elezioni amministrative in cui ero candidato consigliere e non Sindaco” spiega. “Uomini e donne, con il loro impegno, le loro speranze e la loro passione, spazzati via con un invisibile colpo di mano che, senza riguardo alcuno, in un istante infrangeva tutte le regole di democrazia e di rispetto”.

Di Pillo in quell’occasione parlò di azzeramento del sistema democratico. “Da allora, nei lunghi giorni che sono trascorsi, ho cercato in ogni modo di risolvere la questione dall’interno, evitando qualsiasi azione che potesse nuocere al Movimento. Nutrivo la speranza, anzi la certezza, che non sarei stato lasciato solo, che avrei trovato il sostegno sicuro dei miei colleghi, persone con cui ho combattuto fianco a fianco, come fratelli, ai quali ho dato tutto il mio sostegno in ogni momento di necessità”.

Dunque la tristezza e l’accettazione di una realtà:“È stato deflagrante nel mio animo l’effetto dell’inatteso: l’indifferenza a fronte della richiesta di una mano tesa per salvare un amico, vittima di una profonda ingiustizia. Al di là di privati attestati di solidarietà, solo risposte di circostanza e nessuna reale disponibilità a mettersi in gioco, lottare, rischiare, battersi per un senso di onestà. Nessuno ha messo a repentaglio la propria posizione, nessuno ha rischiato di sacrificare la propria condizione per tentare di risolvere concretamente un’oggettiva, incresciosa situazione che in questi giorni, purtroppo, vive repliche continue in innumerevoli città, da Pesaro a Foggia, da Nettuno ad Ariano Irpino, da San Severo a Perugia, da Udine a Firenze, da Avellino a Civitavecchia. E così è stato, purtroppo, per tutti coloro che avrebbero potuto qualcosa, dal Capo Politico, ai Parlamentari fino ai Consiglieri Regionali.”

Di Pillo spiega di non sentirsi “più parte di un contesto che mi ha fatto sognare sui principi del ‘uno vale uno’ e del ‘nessuno deve rimanere indietro’ e che oggi invece lascia morire di ingiustizia i suoi figli più cari. Il Movimento è morto, conquistato da persone che, come virus, lo hanno infestato cancellandone l’identità e i principi fondamentali, a partire dal vertice (che finge di non vedere e non sapere) fino a casa nostra dove, percorrendo per intero la catena del disvalore, troviamo le materiali esecutrici di questo misfatto. Dunque, per rispetto della dignità mia e di tutte le persone che hanno creduto in questo sogno, non posso continuare a supportare coloro che lo hanno brutalmente cancellato. E tantomeno posso restare inerme dinanzi a tanta prevaricazione. Per questa ragione, con un dolore che non riesco neanche a raccontarvi, lascio quella che ho considerato dal primo momento la mia casa ideale, anche e soprattutto per contrastare questa inaudita violenza. Oggi, dopo un decennio di assoluta dedizione, lascio con disperazione questo Movimento al suo destino. Non ha più bisogno di me e delle infinite energie che ho speso per esso.”

Eppure Di Pillo è uno che si è sempre battuto per la legalità denunciando in prima persona la situazione di alcuni ghetti di Pescara in mano a tossicodipendenti e spacciatori.

Il consigliere annuncia che non lascerà la politica ma che continuerà a battersi “il lavoro fatto in questi anni” e “per evitare che persone senza scrupoli, dopo essersi impossessate del ‘mio caro Movimento’, lo facciano anche con la mia Città”. “Per queste ragioni scenderò comunque in campo alle prossime elezioni amministrative, correndo con il Polo Civico che sosterrà la candidatura a Sindaco di Carlo Costantini, persona a cui mi lega un rapporto di stima di lunga data.”

Carlo Costantini ha iniziato il suo impegno politico alla fine del 1993 e in poco più di dieci anni ha ricoperto cariche di Consigliere Comunale, Assessore e Sindaco, Consigliere Regionale per poi ricoprire, nell’aprile 2006, la carica di Deputato eletto nella lista abruzzese dell’Italia dei Valori.

“Carlo era al nostro fianco quando il Movimento 5 Stelle iniziò a presentare le sue liste alle elezioni amministrative” conclude Di Pillo. “Carlo ha costruito nelle regionali del 2008, lavorando insieme agli esperti della Casaleggio, il primo programma di una Regione che conteneva la maggior parte delle idee e delle proposte alle quali ci siamo poi ispirati. Carlo credo costituisca l’unico caso in Italia di politico eletto due volte alla regione e due volte in parlamento, che con le sue scelte ha rinunciato a maturare anche una sola pensione. Si dirà qualsiasi cosa su questa mia scelta, ma ciò che conta e che vi prego di evidenziare, sono le cause e non gli effetti, ossia la morte del Movimento 5 Stelle, assassinato dalle persone che lo hanno conquistato. Resta un unico grande rimpianto, verso il gruppo che ha scelto me in questi anni come bandiera. Decine di persone che si sono spese in condizioni proibitive per donare la propria capacità e la propria umanità alla collettività, dando forma e sostanza, giorno dopo giorno, alla più pura rappresentazione del Movimento. Che il Movimento, però, non ha voluto.”

Il momento è delicato per l’M5s abruzzese specialmente dopo la caduta di consensi elettorali delle ultime elezioni. 

E come se nulla fosse i vertici regionali continuano a rimanere in silenzio. Il silenzio avvolge la brutta storia di Di Pillo oltre alle altre che si sono succedute nel corso degli ultimi mesi. Nessuno, ad esempio, si è accorto che proprio Enrica Sabatini è socia dell’associazione di Davide Casaleggio, nonché pescarese di nascita. Ma che anche lei, come gli altri, non  ha proprio voglia di chiarire. Un silenzio assordante anche dalla candidata alle regionali Sara Marcozzi che, ancora oggi, sul tema delle Regionarie sospese e rifatte non ha ancora detto nulla. Regionarie dell’agosto scorso in cui il Consigliere Regionale Pietro Smargiassi fu escluso improvvisamente e senza giustificazioni dalla corsa e riammesso solo grazie ad un intervento di “salvaguardia” della componente politica del Movimento. A differenza delle regionarie di Basilicata, Sardegna, Trentino e Alto Adige, in Abruzzo qualcosa durante le votazioni andò storto tanto che sul Blog delle Stelle apparve uno striminzito comunicato:“la votazione per le regionarie per la lista del MoVimento 5 Stelle in Abruzzo è stata sospesa e rinviata”. 

Uno stop che, nonostante le richieste degli iscritti a saperne di più, non è stato ulteriormente motivato. 

Visto il malcontento generale, il Blog pubblicò un aggiornamento, sempre striminzito, in cui chiariva che “sono in corso accertamenti da parte del collegio dei probiviri su alcuni dei potenziali candidati per l’Abruzzo. Sarà necessario concludere gli accertamenti prima della ripetizione delle regionarie. Le votazioni per l’Abruzzo saranno quindi rischedulate assieme a quelle per il Piemonte salvo la giunta regionale abruzzese cada prima del termine naturale”.

Alcuni eletti a 5 stelle cominciarono a manifestare, sulle proprie pagine Facebook, il loro malcontento. Il primo proprio il consigliere regionale, Pietro Smargiassi, che aveva presentato la propria candidatura nella circoscrizione di Chieti. “Mi dispiace dovervi deludere”, scrisse Smargiassi, “il mio nome non comparirà tra i candidati. Sono stato sospeso. La proposta di legge sull’Osservatorio della legalità risulta caricata su Rousseau dopo la sua approvazione. Ciò comporta un grave inadempimento agli obblighi degli eletti. Nessuno tra noi cinque ha mai caricato la legge su Rousseau. In pratica la mia grave colpa è aver approvato la legge. Ricordo a tutti che è stata pubblicata sul sito nazionale del Movimento 5 stelle, quindi nota a tutto lo staff di Milano. La mia esperienza con il Movimento 5 stelle finisce qui. Riparto per il mare”.

Sulla questione intervenne, a sorpresa, anche l’auroparlamentare Daniela Aiuto, che scrisse:

“Ho messo tutta me stessa nel #M5S. La mia attività politica è iniziata con il MoVimento 5 Stelle per la profonda condivisione di intenti e ideali, per la corrispondenza di visione del futuro politico e sociale tracciata da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Questa indifferenza non la merito io e nemmeno gli elettori che mi hanno scelta per rappresentarli in #Europa. Le recenti notizie sullo svolgimento delle votazioni sulla piattaforma #Rousseau per scegliere i candidati alla Regione #Abruzzo, mi hanno dato ulteriore conferma che alcune dinamiche si sono esasperate al punto da spersonalizzare totalmente qualsiasi concetto di politica. La storia racconta di uomini e non di “contenitori”. Questo deve ispirare le scelte di eletti ed elettori.”

Oggi, dopo l’abbandono di Di Pillo, alcuni riferiscono che sarebbero pronti a fare le valigie altri 50 attivisti. 

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