Il Movimento Stamina Italia riparte da Roma per aiutare le famiglie dei malati

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Si chiama ‘Coloriamo l’Italia di speranza’ l’evento organizzato dal gruppo degli Stamina per domenica 5 ottobre in zona Eur. “Sarà la prima di tante occasioni in varie città d’Italia per aiutare le famiglie, che da mesi lottano per poter curare i propri figli col metodo Stamina, per sentire la loro testimonianza e incontrarsi, far conoscere questa realtà a più persone possibili.”

Vogliono “divulgare la verità” dicono gli attivisti “sempre sottaciuta, spesso manipolata da parte dei media nazionali”. Quindi l’intento di “sostenere economicamente anche azioni legali, collettive o personali in caso di famiglie in difficoltà e che non sono in grado di riaffermare lo stato di diritto che dovrebbe essere garantito da ben due leggi italiane (la legge Turco-Fazio del 2006 e la legge 57 del 2013), che prevedono le terapie compassionevoli, per malati rari e gravissimi orfani di alternative terapeutiche”.

Il Movimento vuole giocare d’anticipo per “sostenere anche le spese per le infusioni qualora si sbloccasse la situazione a Brescia.” L’associazione di volontari apolitica e apartitica, è nata per aiutare le famiglie dei malati in cura o in lista d’attesa a Brescia e in generale le famiglie di tutti i malati. Dopo Roma il tour della speranza, con cadenza quindicinale, toccherà altre città come in un “passaggio di testimone virtuale”.

“Le tappe interesseranno proprio le città natie di alcuni dei bimbi in cura con Stamina” afferma il Movimento “e saranno presenti i loro genitori che racconteranno i miglioramenti che hanno avuto i bambini grazie alle infusioni, pur essendo affetti da patologie rare e neurodegenerative molto gravi.” Un incontro, comunque, aperto a tutti quelli che vorranno portare la loro testimonianza. 

Lotteremo fino alla fine” riferisce Raffaele Giovelli, presidente del Movimento “perché questo silenzio da parte di chi dovrebbe tutelarci è inaccettabile. Noi non ci arrendiamo al fianco di queste famiglie fino all’ultimo respiro!”.

ZdO

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