IL WWF DIFFONDE IMMAGINI SHOCK: GABBIANI SPORCHI DI GREGGIO

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La questione dello sversamento in mare del greggio da parte del campo petrolifero dell’Eni in località Rospo di Mare si fa sempre più cupa

Quel che è accaduto ieri l’altro con lo sversamento di idrocarburi nel mare Adriatico – dichiara il Wwf – è un episodio gravissimo, che non va in alcun modo sottovalutato, al di là di ogni eventuale responsabilità».

I primi accertamenti tenderebbero a ridimensionare l’allarme:«trascurando però la accertata e documentata presenza di gabbiani sporchi di idricarburi fotografati dagli ornitologi del Wwf e della Soa» aggiunge Luciano Di Tizio presidente regionale del Wwf Abruzzo. Lunedì pomeriggio il Wwf, con la collaborazione della Stazione Ornitologica Abruzzese Onlus, si sono appostati alla foce del Torrente Buonanotte, all’interno del Sito di Interesse Comunitario Dune di Vasto Marina e sugli scogli artificiali posti poco più a sud. «C’erano uccelli vistosamente sporchi da sostanze oleose che cercavano disperatamente di pulirsi», riferisce Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf. Di Tizio hiede un’attenta verifica sull’accaduto e ricorda che le piattaforme installate sul territorio regionale sono eccessivamente pericolose per uno sviluppo economico Abruzzese. «Già nel 2005 – ricorda sempre Di Tizio – fu riversato in mare una cospicua massa di idrocarburi dalla nave di stoccaggio Alba Marina. Il petrolio è una miscela di prodotti ognuno dei quali procura danni diversi e pericolosi. La maggior parte della miscela è costituita da idrocarburi: il più pesante è il catrame che si deposita sul fondo marino». Il Wwf tiene a precisare inoltre che la parte volatile procura danni in atmosfera mentre quella oleosa, non mescolandosi nell’acqua, forma un pericolosissimo film che copre la parte superficiale.

TIPOLOGIA DEL MARE ADRIATICO

Il mare Adriatico è un mare chiuso e poco profondo, enormemente delicato. La proliferazione dei pozzi e il transito delle petroliere sono altrettanti fattori di rischio gravissimi in una situazione già fragile. 

INTANTO L’ENI SMENTISCE

La società responsabile dello sversamento smentisce che in mare ci sia petrolio. 
«Risultava soltanto la presenza di una pellicola superficiale di idrocarburi sulla superficie del mare nelle vicinanze della nave» continua l’azienda parlando delle foto scattate dall’alto dalla capitaneria.

ASSESSORE TERMOLI, «ORA MASSIMA PRECAUZIONE» 

«Si è trattato di una perdita di idrocarburi fortunatamente contenuta – ha detto invece Augusta Di Giorgi in contatto per l’intera giornata con la Capitaneria di Porto – che si è risolta. Secondo quanto abbiamo accertato, la tubatura dalla quale c’é stata la fuoriuscita è stata riparata. Abbiamo però intenzione di chiedere un’analisi dettagliata delle acque al largo della costa di Termoli, nell’area della piattaforma».

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