In arrivo i rincari su Autostrada dei Parchi: l’affaire della “Toto’s family” e dell’Anas

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Lontano il tempo in cui il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti si pavoneggiava per aver bloccato i rincari delle autostrade abruzzesi. Oggi, il buon ministro Toninelli si accorge di quanto è dura la vita del governante.

 

Da fine giugno, dunque, la tratta Pescara-Roma potrebbe arrivare a toccare quota 28 euro per un rincaro che in percentuale sarà del 18%. In tre anni, dal 2015 al 2018, il costo della tratta da 20 euro e qualche spicciolo a quasi 24 euro. Insomma, un vero salasso per chi si sposta da e per l’Abruzzo. D’altro canto la sparizione di Toninelli e le continue lamentele dei sindaci dei Comuni abruzzesi e laziali che lamentavano continui rifiuti dal ministero a un incontro, lasciava presagire qualcosa di non troppo positivo.

Se il governo non metterà nuovamente mano alla questione (questa volta si spera in maniera definitiva) a giugno l’Autostrada dei Parchi diverrà, specie per Toto, un ottimo introito.

Insomma, non c’è pace per l’esecutivo che, appena qualche giorno fa, ha dovuto far fronte alla questione “Gran Sasso” e cedere alle richieste di Toto.

A gennaio il governo aveva bloccato i rincari dei pedaggi autostradali, anche se era rimasta aperta la partita tra l’Anas e Strada dei Parchi sulla questione dei costi del canone di concessione. Gli aumenti tariffari sarebbero scattati con l’inizio del nuovo se non fossero stati congelati sul 90% della rete. Una compromesso arrivato con un decreto interministeriale.

Un capitolo irrisolto, come spiegò Toninelli, per la ferma opposizione di Anas che fece saltare l’intesa. In ballo 73 milioni di euro relativi agli interessi su due rate del canone di concessione che sarebbero dovute essere sospese per consentire la sterilizzazione delle tariffe ed evitare il rincaro. La concessionaria decise di “propria iniziativa” di sospendere gli aumenti dei pedaggi “nel prendere atto con rammarico delle ingiustificate pretese di Anas – spiegava la società – che esige un tasso di interesse del 6% annuo al posto del tasso legale del 2% sulle rate posticipate 2018 e 2019 dovute quale prezzo della concessione. Pretese reiterate nonostante gli inviti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti suo controllante”.

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