Indagato il governatore della Lombardia Attilio Fontana

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Sono stati 28 gli arrestati di cui 12 in carcere e 16 ai domiciliari e 95 indagati in tutto. I giudici lo hanno chiamato un “sistema feudale”, “uno spettacolo disarmante”.



Tra gli indagati, ma per abuso d’ufficio, c’è anche il governatore Attilio Fontana: la procura gli ha inviato un invito a comparire. L’episodio che lo riguarda è quello della nomina del suo ‘socio di studio’ Luca Marsico a un incarico in Regione Lombardia. Proprio Marsico non era stato eletto alle elezioni regionali, cosicché Gioacchino Caianello, ex coordinatore di Forza Italia a Varese arrestato, si sarebbe speso per ‘ricollocarlo’, proponendo a Fontana di nominare una terza persona alla Direzione formazione della Regione in cambio di consulenze a Marsico. A quel punto Fontana aveva declinato la proposta ma successivamente avrebbe proposto autonomamente alla giunta regionale di nominare Marsico tra i membri esterni di un ‘Nucleo di valutazione degli investimenti pubblici’.

“Fontana è stato il mio ‘maestro’ sin da quando ho iniziato a lavorare nel suo studio, nel 1992. Credo di essere un buon avvocato, per questo ho ottenuto l’incarico e non per l’amicizia con il governatore”, ha commentato Marsico all’Ansa. Ci va giù pesante il ministro dell’Interno Matteo Salvini:“Vergognosi attacchi all’uomo,
all’avvocato, a un sindaco e a un governatore la cui onestà e trasparenza non sono mai state messe in discussione in tanti anni, né mai potranno esserlo oggi o in futuro”.

L’inchiesta sta facendo luce sui rapporti tra politici, imprenditori, amministratori e sulle tangenti che sarebbero state versate per aggiudicarsi appalti pubblici. Un filone riguarda i rapporti con alcuni arrestati della ‘Ndrangheta.

Dall’inchiesta emergerebbe “corruzione diffusa”, con un “grande burattinaio”, come scrive il gip Raffaella Mascarino, di “ampi e rilevantissimi settori di amministrazione pubblica” anche “in Regione Lombardia”: è l’ex coordinatore provinciale FI a Varese, Gioacchino Caianiello. Ruolo di spicco lo avrebbe ricoperto anche Pietro Tatarella, consigliere comunale milanese e candidato alle Europee di Forza Italia. Tatarella è stato sospeso dagli incarichi di partito assieme a un altro arrestato, il sottosegretario azzurro in Regione Fabio Altitonante, al quale il governatore Fontana ha intanto sospeso le deleghe

I magistrati hanno chiesto alla Camera l’autorizzazione all’arresto anche per il deputato di FI Guido Sozzani. Per gli inquirenti Caianello sarebbe arrivato a farsi consegnare la “decima”, ovvero il 10% degli emolumenti dagli “uomini chiave” inseriti negli enti pubblici, per pilotare con decine di migliaia di euro nomine e appalti milionari. Tatarella, invece, sarebbe stato a ‘libro paga’ dell’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche Daniele D’Alfonso, della Ecol-Service, da cui avrebbe ottenuto 5mila euro al mese e viaggi e in cambio l’avrebbe favorito negli appalti dell’Amsa e l’avrebbe introdotto in altri appalti a Varese e a Novara. Finanziamenti illeciti per le Politiche e le Regionali 2018 sarebbero arrivati poi a Altitonante e Angelo Palumbo (FI) ma anche “al partito ‘Fratelli d’Italia”.

Tra i 95 indagati spunta anche il nome di Loris Zaffa, coinvolto in Mani Pulite. che avrebbe controllato “molti gangli nevralgici attraverso i quali passa il denaro pubblico in alcune province della regione” e fuori regione. Una quindicina gli episodi di corruzione contestati.

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