La guerra degli anarchici contro l’Isis di cui nessuno parla

Notizie

Della guerra ‘santa’ che gli assassini dell’Isis stanno combattendo crediamo di sapere tutto ma, spesso, non è così.

L’immagine che abbiamo del Medio Oriente è quella di un territorio martoriato dalle guerre e, soprattutto, dove pare si sia fermato, in nome di un dio, ogni forma di progressismo. Ed in parte è così. Lungo i confini della Siria con la Turchia e l’Iraq settentrionale, c’è una zona a prevalenza curda e con una popolazione di 4,6 milioni di abitanti. In quel territorio è in atto un vero e proprio esperimento sociale visto che da una parte c’è la dittatura siriana e dall’altra gli Stati Uniti e la NATO che incombono quasi in maniera minacciosa.

Rojava è la regione autonoma del nord e nord-est della Siria. Non è ufficialmente riconosciuta come autonoma da parte del governo della Repubblica araba siriana. Il governo della regione è basato sulla filosofia del federalismo democratico che implica l’autosufficienza, il localismo e il pluralismo politico. Nella società si mescola un feroce libertarismo e un anarchismo più moderato che mira ad un Confederalismo democratico. L’ispiratore della corrente è stato Abdullah Ocalan, per il quale:“Ecologia e femminismo sono stati i pilastri centrali” del sistema che ha guidato. Rojava ha ricevuto l’attenzione internazionale solo dal YPJ, ovvero le forze paramilitari femminili che hanno combattuto e vinto contro ISIS e l’esercito siriano. 

Proprio l’YPJ, insieme ai loro colleghi maschi del YPG, hanno salvato migliaia di yazidi bloccati e circondati dall’ISIS sul Monte Sinjar, nel nord dell’Iraq. La comunità Yazidi è concentrata per la quasi totalità all’interno dell’area che l’ISIS ha rivendicato. Gli Yazidi hanno anche difeso con successo la città di Kobani nel momento in cui i guerriglieri dell’Isis hanno assaltato la città. 

L’accusa rivolta ai due movimenti democratici,YPJ/G, è quello di usare bambini soldato sottoposti a una formazione di base di combattimento pur non essendo utilizzati per gli scontri sul campo. I movimenti, tra l’altro, prendono ordini dal PKK, Partito dei lavoratori del Kurdistan classificata come organizzazione terroristica, guidato da Abdullah Ocalan. Nonostante tutto però in questo momento rappresentano l’unico movimento su vasta scala in grado di attuare una vera e propria alternativa al lavoro per lo Stato e il capitalismo. 

La rete di resistenza contro il regime di Assad è ricca e varia. Gli scritti e le comunicazioni degli anarchici siriani hanno avuto una grande influenza sulle altre lotte arabe, basta citare ad esempio, gli anarchici torturati nelle prigioni di Assad. Gli anarchici nel mondo arabo prendono posizione e sollevano critiche che mettono a nudo le contraddizioni alla base delle giustificazioni della politica estera degli Stati Uniti e, inoltre, i libertari alimentano lo scambio continuo tra i movimenti antiautoritari nel mondo arabo che non accettano la mediazione di riferimenti occidentali.

Come già accaduto per le federazioni anarchiche spagnole e zapatiste messicane, la gente di Rojava ha scelto di di darsi da fare per creare una nuova società. 

ZdO

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *