La Sardegna dice addio all’Iva

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Dal 1 gennaio 2014 nell’isola è possibile applicare il regime di zona franca al consumo, fatturando con esenzione fiscale. La lista di Maria Rosaria Randaccio si presenterà alle elezioni regionali del 16 febbraio

 

Dal primo gennaio di quest’anno la Sardegna opera fiscalmente in regime di zona franca. Maria Rosaria Randaccio, già funzionario del Ministero dell’Economia e Finanze, Commissioni Tributarie e oggi leader del Movimento Zona franca Sardegna, l’otto dicembre dello scorso anno lo aveva annunciato: “Alla zona franca integrale extradoganale e al consumo della Sardegna – aveva detto – manca solamente la pubblicazione sulla GUCE europea della sua istituzione, che risale alla legge Costituzionale n.3 del 1948 e ha avuto la relativa attivazione con il decreto legislativo n.75 del 1998. Ma poichè – aveva aggiunto Randaccio – si tratta di un adempimento formale disatteso da oltre 25 anni, ossia da quando una direttiva comunitaria ne aveva fatto obbligo agli stati membri, dobbiamo non solo diffidare l’amministrazione dello stato ad adempiere, ma dobbiamo comunicare alle dogane e alla agenzie delle entrate che dal 1 gennaio noi ci attiveremo comunque, senza se e senza ma”. E così è stato.

A partire dal primo gennaio, infatti, secondo il Movimento Zona franca, le aziende possono fatturare con un’apposita dicitura di esenzione iva. Le nuove attività non avranno bisogno dell’iscrizione per la partita iva. Inoltre tutte le aziende dovranno mandare una comunicazione all’agenzia delle dogane in cui si fa presente che bisogna operare in regime di esenzione fiscale. Dettagli maggiori su come mettere in pratica queste indicazioni saranno comunicati a breve sul sito www.zonafrancasardegna.com.

Ieri è stata presentata la lista del Movimento Zona franca, che parteciperà alle elezioni regionali del 16 febbraio in Sardegna. Maria Rosaria Randaccio sarà la capolista nella circoscrizione di Cagliari. Negli altri collegi è stata annunciata la presenza di molte donne e diversi giovani. Attualmente sono 34 i simboli che saranno presenti nelle schede di voto, i grillini hanno rinunciato a partecipare e quindi non ci sarà una lista Movimento 5 Stelle.

 

 

 

 

E.D.


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