L’accordo c’è, il governo sarà politico. Il M5s “abbraccia” il suo peggior nemico: il Pd

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Insomma, dopo il tira e molla (finto) di questi giorni il Movimento 5 stelle e il Partito democratico trovano la quadra. L’accordo è sul Conte bis.

Dunque, anche l’ultimo scoglio è superato dopo una telefonata fra l’ex Presidente del Consiglio e il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. Rimangono, al momento, distanze sul peso dei due partiti all’interno del nuovo esecutivo. In questi minuti si sta trattando sul ministero dell’Interno, la vicepresidenza del Consiglio e sul commissario Ue. Poi la firma dell’accordo tra Di Maio e Zingaretti. Altri dettagli da sistemare rimangono i punti programmatici e i nomi che formeranno la squadra di governo. Dopo l’incontro di stasera alle 21, a proseguire il lavoro saranno i “tecnici” di entrambi i partiti, che metteranno nero su bianco l’intesa programmatica e proveranno a sciogliere la distanza che c’è su alcuni punti.

“Credo che siamo sulla strada giusta. Avevamo chiesto che si partisse su idee e contenuti e stasera continueremo ad approfondire, sono ottimista: è  partito il confronto per dare al Paese un governo di svolta” ha detto Zingaretti. “Fare il governo è una cosa seria – ha aggiunto il segretario dem – noi siamo persone serie, non vogliamo farne uno come il precedente che cada dopo 14 mesi”. 

Alle 18 di oggi si è svolto un incontro veloce, meno di mezz’ora, in una sede fortemente simbolica, Palazzo Chigi, tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio: l’oggetto è stato, appunto, quello di un ritorno di Giuseppe Conte. Nella proposta di accordo sul governo giallo-rosso avanzata dal M5S – riferisce l’agenzia Dire – il segretario Zingaretti ricoprirebbe il ruolo di vicepremier insieme al capo politico del movimento, Di Maio. Il presidente della Repubblica – che aveva chiesto per le 19 una risposta dai partiti – ha infatti fissato le consultazioni da domani alle 16 a mercoledì alle 19.

Il governo

I papabili per il ministero dell’Interno sarebbero l’attuale presidente del Copasir Lorenzo Guerini e l’attuale capo della Polizia Franco Gabrielli. Si parla del responsabile economico del pd, Antonio Misiani, all’Economia e della vicesegretaria dem Paola De Micheli allo Sviluppo economico, mentre Paolo Gentiloni sarebbe in corsa per la carica di Commissario Europeo. Le richieste dal fronte grillino potrebbero riguardare – oltre il premier – tra gli altri il ministero degli Esteri per Di Maio.

Le consultazioni al Colle cominceranno domani alle 16 e dureranno fino a mercoledì alle 19, segno, questo, che verrebbe considerata credibile la possibilità di un’intesa.

Nel primo pomeriggio si è riunito a Roma, nella sede della Casaleggio associati, lo stato maggiore del M5S con Luigi Di Maio e quasi tutti i big pentastellati, da Roberto Fico ad Alessandro Di Battista, da Paola Taverna a Davide Casaleggio. Alla riunione, in una casa privata nel centro di Roma, al momento non c’è il garante Beppe Grillo.



Zingaretti in mattinata aveva riunito al Nazareno la cabina di regia al Pd: il presidente del partito Paolo Gentiloni, le due vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani, i due vicesegretari Paola De Micheli e Andrea Orlando, e i capigruppo di Senato e Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio. 

Il calendario delle consultazioni al Quirinale

Martedì 27 agosto 2019 il presidente emerito Giorgio Napolitano, non trovandosi a Roma, verrà sentito telefonicamente. Alle 16.00 salirà al Colle la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Alle 17 il presidente della Camera Roberto Fico. Alle 18.20 il gruppo misto del Senato. Alle 18.40 il gruppo misto della Camera.

Mercoledì 28 agosto alle 10 il gruppo “Per le Autonomie” del Senato. Alle 10.30 il gruppo “Liberi e Uguali” della Camera. Alle 11 i gruppi del Senato e della Camera di Fratelli d’Italia. Alle 16 i gruppi parlamentari del Pd. Alle 17 i gruppi parlamentari di Forza Italia. Alle 18 i gruppo parlamentari “Lega-Salvini premier”. Alle 19 i gruppi parlamentari del “M5S”.

di Antonio Del Furbo

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