Le carriere truffaldine dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate

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La macchina da guerra che tutto distrugge e fagocita per poter sopravvivere, aggiunge ancora una medaglia del disonore alla sua storia.

di Antonio Del Furbo

A raccontare come funzionano le cose dentro l’Agenzia che manda in rovina migliaia di aziende e piccoli imprenditori è un ex dirigente e funzionario proprio dell’Agenzia delle Entrate. 

Luciano Dissegna per 30 anni ha lavorato per l’ente ma poi, schifato, è andato via.

“I dirigenti hanno sempre fatto carriera in base al cosiddetto obiettivo monetario”,

ha raccontato a Striscia la Notizia. Ha poi aggiunto:

“più soldi si incassano più il dirigente fa carriera e anche soldi. Credo che, a fine anno, i dirigenti più grossi portino a casa anche 70-80mila euro in più”.

E chi sono i più colpiti dagli accertamenti?

“Sono i piccoli imprenditori”.

E come funziona la macchina di distruzione?

“Arriva un avviso d’accertamento da 100mila euro e, davanti alla proposta di pagarne metà, ci si trova costretti a pagare. Questa costrizione io la trovo inaccettabile. Questa è, dal mio punto di vista e in buona fede, la più grande estorsione di tutti i tempi. È una situazione di potere provocata da accertamenti presuntivi e discrezionali: dietro la discrezionalità c’è la corruzione. Sono andato via perché non potevo accettare questa situazione e anche perché rischiavo molto grosso. Mettersi contro l’amministrazione è pericoloso”.

E vi ricordate cosa ha detto qualche settimana fa proprio la direttrice della Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi?

“Chi non ha risposto ad un approccio collaborativo, conoscerà il lato oscuro dell’ accertamento”.

È forse una ‘minaccia’, questa, anche per le persone oneste?

A quanto pare parrebbe di sì. In un’inchiesta di Striscia è venuto fuori che il modello per ‘uccidere’ le persone da parte dell’Agenzia delle Entrate e, dunque dei suoi uomini, è molto semplice.

Tutti quei cittadini che acquistano immobili di qualsiasi natura essi siano, case piuttosto che uffici, si sono visti recapitare dall’Agenzia delle Entrate un avviso con annessa sanzione, per giunta salatissima. 

Tra gli intervistati c’è un uomo che ha pagato 210 mila euro un immobile da adibire a palestra di yoga. Puntuale arriva la notifica dell’Agenzia delle Entrate che reclama un debito di ben 20 mila euro perché:

“in base alle valutazioni dell’Agenzia delle entrate, il valore dell’immobile è in realtà di 313 mila euro”.

Stessa procedura adottata per un altro signore che ha acquistato un terreno a 35 mila euro ma che per l’Agenzia delle Entrate ha valutato 385 mila euro e, quindi, multa di 84 mila euro.

E come valutano il prezzo i dirigenti dell’Agenzia delle Entrate?

Senza fare sopralluoghi, quindi senza vederli. Sui documenti ufficiali, hanno persino sbagliato gli indirizzi. Le valutazioni sono state fatte mettendo semplicemente a confronto terreni e  immobili con valore di mercato più alto. Un immobile al centro di Milano, ovviamente, ha più valore di un altro con stesse caratteristiche in un quartiere periferico. 

“Noi facciamo delle ricerche di mercato esclusivamente puntate ad aumentare il valore che viene dichiarato nell’atto di compravendita”

ha raccontato un altro funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

“Ci viene imposto dal dirigente. Il dirigente si sente forte del suo operato, perché dice che opera nell’interesse dello Stato. Non rischia nulla, anzi, addirittura prende un premio a fine anno”

E ancora:

“Quando l’ Agenzia convoca il cittadino e gli propone di pagare una cifra di molto inferiore (rispetto alla perizia), il cittadino preferisce pagare per non avere problemi. In questo modo l’ Agenzia fa una bella figura e recupera una somma, diciamo, ingiusta”.  

Davanti a queste testimonianze la direttrice Orlandi, promotrice del “Fisco amico” che fa? Vuole portare Striscia in tribunale. A spese di chi? Ovviamente di tutti gli italiani. Eppure la signora Orlandi potrebbe permettersi persino un avvocato visto che guadagna 240.000 euro l’anno e ha un bel numero di immobili “ricevuti in eredità”.

Ora la Orlandi ‘piange’ perché è stata abbandonata dal governo che l’ha messo in quel posto. Se mai dovesse liberare quella poltrona si facesse un giro su internet a vedere i morti ammazzati da Equitalia e dalla sua Agenzia.

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