Lega e l’affare Russia, Malofeev: “la trattativa c’è stata”

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È il 17 ottobre 2018, il luogo è l’hotel Lotte di Mosca. Lì, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, ci sono Gianluca Savoini e Matteo Salvini. Dopo poche ore Savoini incontra, in un altro hotel, il Metropol, i tre funzionari russi per discutere della compravendita di petrolio che avrebbe dovuto portare nelle casse della Lega 65 milioni di dollari.

Savoini è seduto in prima fila nella sala dell’hotel Lotte, dove Confindustria Russia ha organizzato un incontro con gli imprenditori. E Salvini è proprio lì, di fronte, sul palco. A confermarlo, un video di Report.

“Il 18 ottobre 2018 Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini, si trova all’interno dell’hotel Metropol, a Mosca. In quell’albergo inizia una trattativa con tre russi per una partita di gasolio da 1,5 miliardi di euro. Si accordano per un prezzo bassissimo, in modo da garantire a Savoini un guadagno pari a 65 milioni di euro. Salvini ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella trattativa, anche se non ha mai fornito spiegazioni precise. Eppure la sera prima della trattativa, il 17 ottobre 2018, anche l’ex ministro dell’Interno si trovava a Mosca. Salvini ha sempre negato di sapere che Savoini fosse nella stessa città, eppure nel video inedito c’è un particolare rilevante: mentre il leader della Lega era sul palco di Confindustria Russia, Savoini era a pochi metri da lui, seduto in prima fila”. (Report)

Immagini che rendono poco credibile la versione dell’ex viceministro Salvini che ha più volte ribadito di non aver mai saputo nulla dell’incontro al Metropol. “Non è una cosa seria”, ha ripetuto di nuovo ieri Salvini commentando la rivelazione di Repubblica sull’esistenza di un foglio – agli atti dell’indagine della procura di Milano – che proverebbe l’accordo del Metropol.




L’inchiesta ha riportato un’intervista all’oligarca russo Konstantin Malofeev, titolare di un fondo di investimento da un miliardo di dollari, che conferma a Report l’esistenza di una trattativa sulla compravendita da 1,5 miliardi di dollari di gasolio, con uno sconto sul prezzo del 10 per cento: il 4 per la Lega, il 6 per i russi.

“Konstantin Valerjevich Malofeev è al quinto piano del numero 31 di Novinskij Bulvar che ospita gli uffici delle sue principali organizzazioni, tra cui l’Avangard Oil&Gas” racconta Rosalba Castelletti di Repubblica che lo ha intervistato. Malofeev smentisce la presunta trattativa ma non nasconde di conoscere Savoini. “Ci siamo incontrati anche dopo lo scandalo e ne abbiamo riso. Tanto rumore intorno a un incontro nella lobby di un hotel? È quantomeno esagerato”. Classe 1974, ultraortodosso, filantropo, nostalgico della monarchia zarista, sotto sanzioni perché sospettato di aver foraggiato il conflitto in Donbass, Malofeev ha creato il fondo d’investimenti Marshall Capital. Oggi è uno degli uomini più ricchi di Russia. Sono cristiano, il mio approccio è costruttivo. Ho fondato organizzazioni che tutelano i valori cristiani tradizionali” spiega alla giornalista. “Putin è stato un dono di Dio” aggiunge. Tempo fa ho ricevuto via WhatsApp una foto della vecchia dirigenza europea dove metà dei leader non avevano figli. Non hanno figli, come possono essere responsabili del futuro dell’Europa?” argomenta Malofeev. Poi sull’ex ministro dice: “Conosco e frequento Salvini da quando è diventato leader della Lega. Sono convinto che, a meno che non inventino altri scandali a orologeria, sarà il futuro leader italiano. È l’unico che mantiene le promesse. Ha carisma, è diretto e ama l’Italia. È un vero e proprio “tribuno del popolo. Sono orgoglioso di conoscerlo”. Ma, assicura, “Non ho mai sponsorizzato nessuno. E di fatti nessuno ha mai prodotto delle prove. C’è solo il tentativo di creare una ‘leggenda nera’, una narrativa propagandistica per danneggiare la mia reputazione. Vogliono demonizzarmi”.

Malofeev non ha mai nascosto le sue simpatie per l’estrema destra. Report racconta come Malofeev abbia fatto ottenere, tramite una banca russa, un prestito da 2 milioni di euro ai neofascisti di Jean Marie Le Pen. E, secondo le accuse mosse contro di lui in Francia, avrebbe aiutato il Fronte Nazionale di Marine Le Pen a incassare 11 milioni da una banca cipriota. E, nonostante sia stato inserito nel 2014 nella lista nera delle persone non desiderate dell’Unione Europea, Matteo Salvini lo ha incontrato più volte.

Infine, Malofeev aggiunge:”A Savoini ho chiesto: ‘ma cos’è questa storia del Metropol?’. E lui mi ha risposto: ‘Niente, ho parlato con dei tizi, degli avvocati. Mi hanno detto che volevano parlare di alcune faccende che riguardavano il petrolio. Abbiamo discusso di petrolio e di come io potevo aiutarli con Eni”. “Quindi le ha confermato che la trattativa c’è stata?’, chiede il giornalista. “Mi ha confermato che si è incontrato con i russi e ha iniziato a parlare con loro di petrolio”.

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