Letizia Marinelli non è stata raccomandata: la nostra inchiesta

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Per il momento la Procura pescarese sta lavorando in silenzio riguardo all’inchiesta sulla presunta ‘Rimborsopoli’ abruzzese. Dopo titoloni e sputtanamento a cadenza giornaliera sui soliti quotidiani, ‘Fatto’ e ‘Repubblica’, ora permane, per il momento, una calma apparente. Anzi, nel silenzio tombale di questi giorni, prende la parola il ‘Giornale’ di Sallusti che, in 10 punti, evidenzia ‘le bufale del caso Chiodi’.

Per il momento la Procura pescarese sta lavorando in silenzio riguardo all’inchiesta sulla presunta ‘Rimborsopoli’ abruzzese. Dopo titoloni e sputtanamento a cadenza giornaliera sui soliti quotidiani, ‘Fatto’ e ‘Repubblica’, ora permane, per il momento, una calma apparente. Anzi, nel silenzio tombale di questi giorni, prende la parola il ‘Giornale’ di Sallusti che, in 10 punti, evidenzia ‘le bufale del caso Chiodi’.

“In occasione del soggiorno nella famosa stanza dell’hotel vicino al Pantheon dove ha dormito con la consigliera di Parità, Letizia Marinelli, Chiodi si trovava nella Capitale per una missione istituzionale” scrive Fabrizio De Feo nel suo articolo. “Nella documentazione presentata in Regione è segnata la presenza di due persone e scorporata dal rimborso la tassa di soggiorno. Laddove ci fosse stato un rincaro nella tariffa per la seconda persona si tratterebbe di circa 20 euro”.

L’articolo continua entranti nel merito dell’assunzione:”Grande rilievo è stato dato alla nomina della stessa Marinelli al ruolo di consigliera di Parità. Innanzitutto non si tratta di una assunzione. In secondo luogo il suo profilo è stato scelto da una commissione tripartita all’interno della quale erano presenti anche i sindacati. In terzo luogo l’incarico prevede una remunerazione di 180 euro lordi al mese ai quali vanno aggiunti, di volta in volta, 30 euro come gettone di presenza per le eventuali riunioni in commissione”.

MARINELLI A ZONE D’OMBRA:”CHIODI AVREBBE DOVUTO CHIAMARE DECINE DI PERSONE”

In un incontro con la Marinelli abbiamo avuto modo di fugare alcuni dei nostri dubbi sulla vicenda. In un’intervista video che pubblicheremo nei prossimi giorni, abbiamo avuto conferma che, molte cosa urlate dai giornali nei giorni scorsi, erano a dir poco senza fondamenta.

Avviso pubblico’ e non ‘Concorso pubblico’

La dottoressa Letizia Marinelli ha partecipato ad un avviso pubblico, cosa ben diversa del concorso pubblico. 

L’avviso prevede una selezione per titoli con una procedura molto selettiva attraverso tre organi assolutamente indipendenti. L’avviso pubblico è previsto dalla norma nazionale del Codice delle Pari Opportunità in base al dlgs/198 del 2006 che recita:”Designazione di una Consigliera di parità effettiva e di una Consigliera di parità supplente ai fini della nomina da parte del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale di concerto con il Ministro delle Pari opportunità”. Come riportato sul Bura del 22 giugno 2011 è stato fatto un “Avviso pubblico per la designazione di aspiranti all’incarico di Consigliere/a di parità effettivo/a e Consigliere/a di parità supplente”. 

L’articolo 13 del ‘Codice delle Pari Opportunità’ fissa, inoltre, le basi di selezione del Consigliere: tra le più importanti la competenza pluriennale e la formazione adeguata.

Prima fase: vaglio dei 22 curriculum pervenuti

Il gruppo tecnico della Commissione Regionale Abruzzo vaglia i curriculum dei 22 nominativi pervenuti in risposta all’Avviso pubblico. La Commissione in 6 giorni effettua una prima scrematura dei nomi e dei 22 vengono dichiarati 12 corrispondenti o parzialmente corrispondenti a quelli richiesti nell’Avviso pubblico. I tre firmati dell’atto, Paola Del Greco (Responsabile dell’Ufficio Gestione delle Politiche Attive del Lavoro), Sonia Loredana Della Volpe (Ufficio Gestione delle Politiche Attive del Lavoro) e Maria Pia Paglione (Assistenza Tecnica alla Direzione) spediscono l’atto alla Tripartita Regionale.

Seconda fase: la Tripartita regionale

La Tripartita regionale, organismo composto da parti sociali, dipendenti e funzionari, è stata istituita dal Decreto n. 162 del 23.11.2005 del Presidente della Giunta Regionale Abruzzo. In particolare è formata da un Componente la Giunta regionale preposto al Lavoro; 6 componenti effettivi, designati dalle OO.SS. dei lavoratori più rappresentative a livello regionale; 6 componenti effettivi, designati dalle Organizzazioni dei Datori di lavoro più rappresentative a livello regionale; il Consigliere di parità, nominato ai sensi della L. 10/4/91 n. 125.

E ancora: tre rappresentanti delle Associazioni dei disabili maggiormente rappresentativi in campo regionale dei quali: uno dei minorati fisici, uno per i minorati psichici, uno per i minorati sensoriali. Il Coordinatore del Settore Politiche del Lavoro ed i Dirigenti competenti in relazione ai temi trattati, nonché il Direttore dell’Agenzia. La Commissione può avvalersi dell’assistenza tecnica di “Abruzzo Lavoro”. 

La Commissione, quindi, analizza i 12 Curriculum e propone alla Giunta due nomi: Letizia Marinelli e Valentina Faricelli scelte seguendo l’iter procedurale certificato e approvato dal Direttore Regionale della Direzione Politiche Attive del Lavoro. Iter procedurale previsto, inoltre, dalla deliberazione della Giunta Regionale n. 1003 del 20.12.2010.

Terza fase: il voto in Consiglio

Il Consiglio a quel punto “A voti unanimi e palesi” approvano la proposta “di designare, ai fini della nomina da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per le Pari Opportunità, quale Consigliera di parità effettiva e Consigliera di parità supplente Letizia Marinelli e Valentina Faricelli”.

Dove sarebbero le colpe?

Il verbale della Commissione tecnica, le 15 persone della Tripartita, la dichiarazione del Direttore generale e tutta la Giunta Regionale come mai hanno dato il via libera alla nomina delle due donne? Soprattutto: se ci fosse stato qualche abuso perché nessuno dei partecipanti ha fatto ricorso? 

Antonio Del Furbo

 

 



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