L’INCIUCIO È FATTO. E NOI VE L’AVEVAMO DETTO

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I partiti fotocopia sono usciti finalmente allo scoperto. Enrico Letta, nipote di Gianni, ha sciolto la riserva e ha comunicato il nome dei nuovi ministri che faranno parte del nuovo esecutivo. L’esperimento dell’inciucio che è partito da Pescara.

Praticamente il giorno dopo le elezioni politiche di febbraio avevamo beccato i due rappresentanti del Pd e del Pdl abruzzese, Legnini e Piccone, ad abbracciarsi e ad accarezzarsi per un futuro inciucio nazionale. Così è stato. Dopo due mesi di riunioni segrete, pacche sulle spalle, elezioni del presidente della Repubblica (farsa), cene e pranzi il Governo c’è. L’Italia ha saputo dell’inciucio quel 28 febbraio 2013 quando Razzi e company belli e sorridenti festeggiavano con la lacrimuccia. A pochi metri dalla sede elettorale del Quagliariello eletto in Abruzzo e neo ministro delle Riforme Istituzionali, trovammo Giovanni Legnini ad elemosinare interviste dopo la batosta elettorale. Ed ora eccoli qui: Alfano e Anna Maria Cancellieri, garanti di Berlusconi, agli Interni e alla Giustizia. E poi una serie di elementi da brodo primordiale. Mancano i due uomini, fedeli di Silvio: Violante e D’Alema. A loro, forse, un incarico più di prestigio. Magari nella nuova Forza Italia.

IL NUOVO CHE AVANZA

Vicepremier e ministro degli Interni Angelino Alfano, Emma Bonino agli Esteri, Anna Maria Cancellieri alla Giustizia, Fabrizio Saccomanni all’Economia. 

E ancora: Graziano Delrio agli Affari Regionali, Dario Franceschini ministro per i Rapporti con il Parlamento, Moavero Milanesi ministro degli Affari Europei, Carlo Trigilia alla Coesione Territoriale, Flavio Zanonato allo Sviluppo Economico, Giovannini al Lavoro, Gaetano Quagliarello ministro delle Riforme Istituzionali, Maria Chiara Carrozza all’Istruzione, Lorenzin alla Salute, Giampiero Dalia ministro Pa, Josefa Idem alle Pari Opportunità e Sport, Mario Mauro alla Difesa, Maurizio Lupi ministro delle Infrastrutture, De Girolamo alle Politiche Agricole, Cecile Kyenge all’Integrazione, all’Ambiente  Andrea Orlando, ai Beni culturali e Turismo Massimo Brai. Il nuovo Sottosegretario alla presidenza del Consiglio è Patroni Griffi.

BEPPE GRILLO:«BUTTATI 8 MILIONI DI VOTI»

«Più di otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al MoVimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio. Né più e né meno dei 350.000 che firmarono per la legge popolare Parlamento Pulito che non è mai stata discussa in Parlamento dal 2007 e dopo due legislature è decaduta. Il M5S non può governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione. L’offerta di un governo condiviso con il pdmenoelle con l’elezione di Rodotà, un presidente della Repubblica indipendente e incorruttibile, non è stata minimamente valutata. Eppure sarebbe stato l’inizio di un nuovo giorno, del rinnovamento del Paese. E ora, dopo l’osceno colloquio notturno a tre, in cui due persone, Berlusconi e Bersani, hanno deciso tutto, governo, presidenze della Repubblica, programma, al cospetto dell’insigne presenza di Napolitano, il M5S non vedrà rispettati i suoi diritti di presiedere le commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI. Andranno all’opposizione farlocca della Lega e di Sel, alleati elettorali di pdl e pdmenoelle. Un quarto degli elettori è di fatto una forza extra parlamentare.
Lo scorso sabato la folla ruggiva, aveva circondato il Parlamento sui quattro lati, stava per sfondare. Si era radunata spontaneamente. Erano cittadini che si sentivano impotenti, esclusi da qualsiasi rappresentanza, da ogni decisione. Persone che vivono sulla loro pelle e su quella dei loro familiari una crisi economica senza precedenti nella storia repubblicana. I responsabili di quella crisi ora si pongono a salvatori della Patria senza alcun senso del pudore. Ci ridono in faccia e mostrano il dito medio in segno di disprezzo, come Gasparri, al riparo delle loro scorte. “Noi siamo noi e voi non siete un cazzo“. Quanto pensate che potrà tenere il ghetto in cui avete rinchiuso la volontà popolare? Sei mesi? Un anno?
Il M5S subisce attacchi vergognosi ogni giorno da giornalisti prezzolati, attacchi furibondi che si sono intensificati dopo le elezioni. Chiunque faccia parte del M5S, o anche si avvicini, è colpito sul piano personale e nessuno si indigna. Per il Palazzo è normale che questi parvenu della democrazia siano sbeffeggiati, insultati, derisi. Le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali e i telegiornali avrebbero gridato all’attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio. Anche il silenzio del presidente della Repubblica del quale sono stati distrutti nei giorni scorsi i nastri delle conversazioni con Mancino».

di Antonio Del Furbo

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