Lo Stato che tutela (quasi) i pregiudicati di Rancitelli. La strafottenza degli aggressori di Piervincenzi

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Vorrei capire ma non riesco. Vorrei capire perché un blitz in un quartiere malfamato arriva sempre quando accade qualcosa di preoccupante. C’è un giornalista aggredito e sbattuto a terra e il giorno dopo scatta un blitz rigorosamente a favore di telecamere. Vengono perquisiti appartamenti, sequestrate droghe di ogni tipo e denunciate persone. Dopo le aggressioni però.

di Antonio Del Furbo


Sempre dopo. Vorrei capire ma non posso. Mi mancano elementi per comprendere. Da un lato un quartiere in cui abitano criminali con un curriculum da far invidia ad Al Capone. Dall’altro, uno Stato che interviene solo per caso, o per semplice necessità. Mi chiedo: esiste un Prefetto a Pescara? Esiste un’amministrazione comunale? Esiste una Regione che, tra l’altro, è proprietaria degli immobili di Rancitelli in cui si spaccia e si delinque? Vorrei capirlo, così da semplice cittadino.

Vorrei capire, signor Prefetto di Pescara, come mai, dopo decenni e svariate operazioni antidroga, i pregiudicati continuano a stare ancora a Rancitelli. È possibile che un Mauro Spinelli possa dichiarare davanti alle telecamere che lui spaccia perché ha “le spalle al muro”? È possibile che tale Jhonny, colui che ha aggredito insieme ad altri Daniele Piervincenzi che era lì per documentare lo spaccio e la malavita che regna nel Ferro di cavallo, quasi rivendichi le sue azioni perché il giornalista, in fondo, se l’è cercata?

“Alla finestra di casa mia c’erano affacciati mio nipote e mio figlio e lui li riprendeva” spiega “l’eroe” Jhonny davanti alle telecamere di tutt’Italia. “Poi si è affacciata mia madre – aggiunge – invitando ancora una volta Piervincenzi a non riprendere i bambini ma lui non abbassava la telecamera. Poi sono arrivato io e gli ho ripetuto la stessa cosa e gli ho tirato lo schiaffo. Li abbiamo rincorsi e mentre scappavano sono caduti in mezzo alla terra”. E a chi gli chiede che lavoro faccia, Jhonny risponde:“sono un meccanico abusivo”. “Chiedo scusa, ho sbagliato, sono stato provocato. Quel giornalista, Piervincenzi, però si è comportato male.”

Si può accettare la spavalderia di questi soggetti che, non soltanto compiono un delitto penale, ma che durante un blitz, scattato solo ed esclusivamente per quello che hanno combinato, rilascino interviste senza che nessuno sollevi almeno un dubbio di opportunità? Anzi, Jhonny Di Pietrantonio passa all’attacco:“Sono venuti senza chiedere un permesso. Ho già chiamato il mio avvocato per preparare una denuncia, perché non mi pare giusto. La gente deve sapere che hanno pubblicato solo una parte del video, non tutto. Mettessero il video intero per capire cos’è successo”.

Può uno Stato sopportare ancora gente di questo tipo? Quella di oggi sembra tanto un’operazione fotocopia come quella del 2012 in cui, in una maxi operazione delle Forze dell’Ordine, sempre al “Ferro di cavallo”, furono impiegati 150 uomini per eseguire oltre 30 perquisizioni domiciliari finalizzate al contrasto del traffico di stupefacenti. Anche in quell’occasione furono controllati 110 appartamenti e identificati gli occupanti, anche al fine di accertarne la titolarità. Fu sequestrata droga e fu ammanettato anche un rom per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Così come nel 2015 con un Blitz del Ros dei Carabinieri che condusse all’arresto 71 persone nell’ambito dell’operazione denominata “ellenika” volta a stroncare un traffico di droga proveniente da Albania, Bosnia e Kosovo verso l’Italia.

Non vorrei che lo Stato ha le sue convenienze nel lasciare le cose come stanno. Se venissero sfrattati tutti i pregiudicati di Rancitelli, Fontanelle e via Rigopiano dove andrebbero queste persone? Evidentemente non è mai stato fatto un progetto serio di riqualificazione del territorio unito a un controllo massiccio di forze dell’ordine. Viceversa non sarebbe ammissibile che, in uno stato moderno, nonostante blitz e arresti, possa esistere ancora una zona franca come il Ferro di cavallo.

Vuoi vedere che, quasi quasi, in Italia conviene spacciare, essere pregiudicati, occupare case e non lavorare? Vuoi vedere che gente come me, che ha sempre pensato di svoltare la vita lavorando con impegno e sacrificio, ha sbagliato quasi tutto? Quelli onesti hanno sempre come nemico lo Stato che, per un errore minimo, magari amministrativo, vengono perseguitati per anni dal fisco. Loro, quelli di Rancitelli invece, no, non temono nulla perché tanto lo Stato si gira dall’altra parte.

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