Mafia Capitale: la cupola romana in mano ai Nar

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La mafia romana non ha ramificazioni o contatti con altre associazioni mafiose ma gli affari se li sa fare usando lo stesso metodo delle grosse organizzazioni malavitose. Estorsioni, ricatti e, soprattutto, contatti forti con certi ambienti politici. 

Secondo il pm Giuseppe Pignatone Roma è stata tenuta sotto scacco da una serie di personaggi con il mandato di portare a casa ‘risultati’. Poco importava con che metodi. L’obiettivo della ‘gang’ era quello di accaparrarsi soldi, tanti soldi, attraverso appalti e finanziamenti pubblici erogati dal Comune e dalle aziende municipalizzate. Interessi che coprivano la gestione dei rifiuti passando per i centri di accoglienza per stranieri e campi rom, fino alla manutenzione del verde pubblico.

Un giro d’affari enorme che, al momento, ha portato al sequestro di beni per oltre 200milioni di euro e all’arresto di 37 persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, ususra, estorsione, riciclaggio, corruzione e turbativa d’asta.

A capo dell’organizzazione ci sarebbe Massimo Carminati, ex terrorista eversivo d’ispirazione neofascista dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) e affiliato dell’organizzazione malavitosa romana Banda della Magliana. Il Guercio, così soprannominato Carminati, grazie a imprenditori collusi, dirigenti di municipalizzate ed esponenti politici, avrebbe messo in atto un sistema di controllo delle attività economiche. Un personaggio che avrebbe, secondo gli inquirenti, tessuto rapporti con altre organizzazioni criminali ma anche con forze dell’ordine e servizi segreti.

Nell’apparato corruttivo ‘lavorava’ anche un personaggio come Salvatore Buzzi anello di congiunzione tra Carminati e l’ambiente politico con il compito di gestire le attività della raccolta dei rifiuti e accoglienza dei profughi. Un uomo, Buzzi, vicino alle cooperative capitoline e che avrebbe tentato di corrompere sia l’ex sindaco Gianni Alemanno sia l’attuale, Ignazio Marino.

“Ci sono i vivi sopra e i morti sotto e noi in mezzo” diceva al telefono Carminati con Riccardo Brugia quest’ultimo uomo con il compito di gestire le estorsioni. “C’è un mondo in cui tutti si incontrano, il mondo di mezzo è quello dove è anche possibile che io mi trovi a cena con un politico…”.  

“La teoria del mondo di mezzo è un mondo in cui tutti si incontrano indipendentemente dal proprio ceto – spiega Pignatone – è un mondo in cui tutto si mischia. Un mondo di sopra, relativo alla politica e agli imprenditori, e uno di sotto, ovvero quello criminale. 

 

Dopo l’elezione di Marino al Campidoglio Carminati decide una nuova politica per cercare di entrare nel palazzo. Lo fa al telefono con Salvatore Buzzi.

L’INTERCETTAZIONE TRA CARMINATI E BUZZI

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Buzzi, per Alemanno, è anche una figura che usa per la sua campagna elettorale. A novembre 2013 Panzironi dà l’incarico a Buzzi di portare un po’ di gente alla manifestazione organizzata dall’ex sindaco all’Adriano. Quindi per la candidatura alle europee Buzzi riferisce alla moglie un elenco di persone che possono dare una mano con parecchi voti:”Sono 7-8 mafiosi che c’avemo in cooperativa”.

ZdO

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