Mafia nigeriana: a Caserta ne parlano solo i parroci. Gli altri hanno tutti paura

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Sono in 14 i parroci della Forania del Basso Volturno, tra cui quelli impegnati in prima linea sul fenomeno dell’immigrazione, a lanciare un appello e ribadire che il litorale casertano ha bisogno di riforme e interventi strutturali. Lì c’è bisogno dello Stato perché il territorio è caratterizzato da un degrado ambientale, umano e sociale.

I numeri parlano di 15mila i migranti irregolari che vivono solo nel comune di Castel Volturno.


Le gang nigeriane, presenti in particolare a Castel Volturno, sono presenti da anni e gestiscono, come riconosciuto dagli stessi parroci, “in concorrenza o combutta con le camorre locali, lo spaccio di droga e la tratta delle donne a scopo sessuale”. “Il degrado ambientale, umano e sociale di queste terre – aggiungono i parroci – è ormai noto e dibattuto da oltre 20 anni. Nonostante ciò, alla denuncia puntuale e dettagliata di personalità di ogni campo e soprattutto allo sforzo della Chiesa nonché di tante associazioni di volontariato, nulla o quasi nulla è mai seguito in termini di riforme e interventi strutturali. Quello che resta di tanti anni di battaglie e di sforzi eroici è solo un continuo e crescente assalto mediatico, che salvo rare eccezioni, dà sempre un’immagine distorta della realtà. Alla mafia nigeriana corrisponde la presenza di migliaia di immigrati che vivono onestamente e alacremente spesso sfruttati sui luoghi di lavoro e nelle abitazioni abusive”.

I parroci, però, non credono a chi arriva a ipotizzare “travolto dalla smania dello scoop e del macabro” degli “improbabili traffici di organi. Il risultato è una generalizzazione che genera pregiudizi e paure ingiustificate, alimentando il disagio, spianando la strada a rassicuranti scorciatoie militaristiche e creando facili giustificazioni alla mancanza di interventi sociali che sono la vera emergenza del territorio. Per questi motivi, accanto all’impegno delle Forze dell’ordine, sempre da sostenere e intensificare, vogliamo ribadire che solo una seria ed efficace politica di interventi in campo sociale e ambientale può dare rilancio ad una realtà che ha enormi ed uniche potenzialità di cui vi sono non pochi segni evidenti e concreti, tra cui l’ospedale Pineta Grande, il centro Imat, il progettato porto turistico, i campi da golf, il Centro Sportivo del Calcio Napoli, l’Oasi faunistica dei Variconi, il Centro Immigrati Campania ‘Fernandes’, con il suo centro studi internazionale”.

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