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Santo Sacco è tornato in libertà alcuni giorni fa dopo aver scontato una condanna per mafia, a 7 anni. A conoscerlo bene è Antonello Nicosia, l’esponente dei Radicali italiani arrestato lunedì.

Nicosia è andato a trovarlo il 29 ottobre a Castelvetrano e ha mandato un sms alla deputata Giusy Occhionero: “Santo Sacco ti aspetta”. Lei ha risposto: “Ma è uscito dal villaggio?”. Repubblica ha intervistato Sacco per chiedergli dei suoi rapporti con la parlamentare, che aveva incontrato durante alcune ispezioni nel carcere di Trapani, sollecitate da Nicosia.

Sorridente, benevolo, con la faccia pulita e la camicia giusta.

Antonino Nicosia, detto Antonello, è diventato collaboratore della deputata Giuseppina Occhionero (eletta in Leu e poi passata con Italia viva). Lui si spacciava per docente universitario e lo aveva inserito anche nel curriculum. Non aveva indicato, però, quella condanna a 10 anni per traffico di droga. Ma Nicosia ormai era riabilitato e incontrava carcerati compresi i mafiosi al 41 bis. Li incontrava accertandosi che non si pentissero, riferendo poi all’esterno i loro messaggi.

Il messaggero dei boss nelle carceri.

È per questo che è stato arrestato nel blitz in cui il Gico della guardia di finanza e i carabinieri del Ros hanno bloccato anche il capomafia di Sciacca Accursio Dimino ed altri tre per favoreggiamento. Per i pm Nicosia era in società con Dimino, in attesa di un finanziamento per un progetto da un milione di euro che avrebbe dovuto finanziargli Matteo Messina Denaro. “Noi preghiamo San Matteo – diceva Nicosia, intercettato mentre parlava con l’onorevole Occhionero – tutti i Matteo… quelli buoni, quelli cattivi… San Matteo proteggici… mai contro a San Matteo… onorevole Occhionero… mai mai si deve dire che siamo stati contro San Matteo, non si può sapere mai… per ora c’è San Matteo che comanda…”.

I messaggi veicolati alla Camera dei deputati 

I messaggi dei mafiosi raggiungevano, su carta intestata, persino la Camera dei deputati. È il caso del castelvetranese Santo Sacco, esponente della famiglia mafiosa di Castelvetrano e uomo di fiducia di Matteo Messina Denaro. Lo stesso che è anche ex consigliere provinciale a Trapani ed ex consigliere comunale a Castelvetrano, sindacalista.

La conversazione tra Nicosia e l’onorevole Occhionero in cui parlavano proprio di lui.

NICOSIA: “A Trapani hai visto, ma perché lui è convinto che comanda lui a Trapani perché quello è amico suo il comandante … io immagino la scena appena quello gli ha portato quella e-mail … gli avrà detto ‘il mi auguro che lei non abbia stropicciata questa cosa’ perché questa me la manda l’amico mio … cioè me la sta mandando l’amico mio … cioè questa è l’onorevole amica mia (ride)”

OCCHIONERO: (ride)

N: E ai compagni di cella chissà cosa minchia gli ha … io ve l’ho detto che quelli sono venuti a farmi gli auguri, guardate qui … (ride)

O: (ride)

N: La carta intestata della Camera, cioè io sono Santo Sacco, pure qua dentro, capito, la carta intestata della Camera

O: Gli è piaciuta?

N: Ma certo, la carta intestata della Camera, gli potevo mandare una cosa così? Mi sono fatto dare un blocchetto di carta intestata Camera dei Deputati

O: Bravo!

N: Con la firma sotto perché ho firmato tutte e due, gli ho messo Onorevole … e lui questa cosa la porterà in giro come fidanzata …

O: Amoooreee (in senso di compassione per SACCO, ndr)

N: … Come una fidanzata, sezione sezione. Io sono Santo SACCO, io sono Santo Sacco anche in galera! Ed il primo Ministro è sempre a Castelvetrano … non si scherza (ride)

O: A posto … (ride)

Poi i vocali tra i due in cui Nicosia redarguiva la Occhionero forse per considerazioni pesanti nei riguardi di Sacco:

NICOSIA: “Onorè non parlare a matula, onorè non parlare a matula, già stai parlando a matula … Santo Sacco non sbaglia, Santo Sacco non sbaglia, Santo Sacco, il braccio destro del primo ministro, non sbaglia, non sbagliare a parlare tu invece, che non è giusta questa cosa, meno male che non ti sente perché per quest’ora dorme alle tre si fa il riposino  perché altrimenti lo chiamerei per dire che cosa mi hai detto, non si fanno queste cose”

NICOSIA: “Onorè, non è che fai finta che non capisci le cose e te le facciamo passare lisce a matula, a matula, a matula, parli a matula, a matula, a matula significa parli inutilmente dici minchiate e non è permesso, non è permesso altrimenti il cous cous a Selinunte non te lo puoi mangiare manco se viene lo capisci chi può venire manco se… e manco se porti Bersani che tu dici che può fare tutte cose… a Selinunte cous cous non ne mangia nessuno  cioè non parlare a matula trattalo bene lo zio Santo Sacco vedi che ti ha mandato pure la fotografia del giornale la copia del giornale ti dice che non c’entrano più niente loro perché non so… non sono più al comando (ride) cioè Santo Sacco praticamente che è caduto in disgrazia”.

Sempre alla Occhionero, Nicosia raccontava di quando lo vide al Pagliarelli di Palermo.

NICOSIA: Facevamo finta di non conoscerci. Esatto perché io gli ho fatto il segnale perché se no lui …

OCCHIONERO: Se no lui cominciava: amico mio …

NICOSIA: Si metteva a piangere, no si metteva a piangere perché era in un momento … era all’inizio, era un momento un poco emotivo … cioè “Sà devi fare il bravo però, se no me ne vado”, mi stringeva la mano … “basta che non facciamo storie perché qui lo capisci tu vai a finire in sezione, ti trasferiscono ed io non entro più” … perciò ha capito, siamo rimasti davanti un secondo da soli e gli ho fatto capire come si doveva comportare … ma poi se l’è scordato perché …

Il  21 ottobre scorso, Santo Sacco ha lasciato il carcere e il 26 è tornato a Castelvetrano, da sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno.

Il 29 Nicosia lo è andato a trovare nella sua casa di Marinella di Selinunte. Una riunione tra pregiudicati, sottolineano gli inquirenti. E durante questa visita, dal cellulare di Nicosia è partito un sms: “Ti aspetta Santo Sacco”. Il destinatario del messaggio è Giuseppina Occhionero che risponde: “?? Ma è uscito dal villaggio????”. 

 

Di admin

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