Manovra 2020: da gennaio ci saranno multe anche per regali (in contanti) tra parenti. Pieni poteri all’Agenzia delle entrate

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Man mano che passano le ore si capisce sempre meglio quale sia l’intenzione del governo in materia fiscale. Spuntano, infatti, balzelli, direttive e norme ben nascoste nel documento economico. Altra cosa certa, oltre al carcere per gli evasori (anche piccoli), è che da gennaio 2020 lo Stato avrà contezza completa sulla gestione di tutti.

In sostanza vorrà sapere come spendiamo i nostri soldi, se facciamo regali a un familiare o a un amico o se li investiamo da qualche parte. Tutto messo nero su bianco nella bozza della Legge di Bilancio per l’anno prossimo.




L’approvazione di una serie di misure per favorire i pagamenti tracciabili, ivi compreso il varo di nuovi poteri in capo all’Agenzia delle Entrate, porta dentro anche il pieno potere dell’Amministrazione finanziaria di scandagliare i dati delle fatture elettroniche per eseguire controlli incrociati. In contemporanea spunta una nuova misura che inciderà sui regali e prestiti tra parenti. Una norma, questa, che come sottolinea La Legge per tutti, fu adottata il 6 dicembre 2011 dall’allora ‘odiatissimo’ Presidente del Consiglio, Mario Monti.  Il premier, infatti, decise di abbassare il tetto all’uso dei contanti da 2.500 euro a 1.000 euro. Oggi, il nuovo governo fa di più: la nuova norma, che impone di non usare più di 999,99 euro in contanti, non si applicherà solo agli acquisti o agli altri pagamenti. Il vincolo vale per qualsiasi trasferimento di denaro, ivi comprese le donazioni e i prestiti in denaro, a prescindere dai rapporti esistenti tra le parti. In soldoni ciò significa che se un padre vorrà regalare o prestare mille euro al figlio che convive con lui dovrà farlo o tramite un assegno non trasferibile o tramite bonifico. Non ci sarà possibilità insomma di usare il cash. Non solo. Non saranno ammessi pagamenti frazionati nel tempo che raggiungeranno il limite di 999,99 euro solo per eludere la somma.

Chi supererà il limite dei tremila euro per i pagamenti contanti rischia una sanzione che (recentemente modificata) va da 3mila a 50mila euro.  

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