Massacrato di botte perché scrive di mafia

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È un artista, web writer catanese. Si chiama Luciano Bruno e denuncia, in un’inchiesta, gli affari illeciti del quartiere di Librino.

È un artista, web writer catanese. Si chiama Luciano Bruno e denuncia, in un’inchiesta, gli affari illeciti del quartiere di Librino.

Collabora con la testata giornalistica online ‘I Siciliani Giovani’ e, il 10 gennaio scorso è rimasto vittima di un episodio mafioso. Bruno è stato picchiato e minacciato nel quartiere-ghetto di Librino alla periferia di Catania. Risultato: incisivi rotti, una pistola puntata alla tempia con minacce per lui e la famiglia. L’uomo racconta di essere stato circondato da sei uomini durante un foto-reportage sul Palazzo di Cemento. “Sono caduto a terra – racconta a ‘Bloglive.it’ – e lui cercava di staccarmi la macchina fotografica. Mi ha dato un calcio mentre io facevo resistenza per la macchina. Mi ha preso per il colletto del maglione, rialzandomi. Ha messo una mano dentro la giacca, sfilando una pistola che mi ha puntato alla tempia e mi ha minacciato “tanto noi lo sappiamo chi sei”, iniziando a fare i nomi della mia famiglia  ed elencando i miei spettacoli e le mie iniziative finora”. Il Palazzo è sempre al centro di varie operazioni di polizia: armi e droga. “Librino è a Sud-Ovest di Catania, 80.000 abitanti, fa parte di Catania, anche se è una zona periferica. Lo Stato, le Istituzioni, dovrebbero intervenire di più. Non basta mandare la polizia. Serve una presenza dello Stato in servizi e strutture. Non basta venire a Librino per fare la campagna elettorale. Il quartiere è abbandonato a se stesso” ha aggiunto Bruno.

Cosa chiedono le persone sane e oneste come Luciano? Associazioni, partiti politici e liberi cittadini lo hanno riassunto in un documento inviato al sindaco Enzo Bianco, al Prefetto Maria Guia Federico, al Questore Salvatore Longo e al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania Dott. Giovanni Salvi. “Il Palazzo di cemento, che nonostante sia stata sgomberata diverse volte dalle forze dell’ordine, è ancora oggi uno dei più importanti centri di spaccio. Chiediamo che si decida in tempi immediati se si voglia procedere alla bonifica o se invece non sia il caso di abbattere una volta per tutte questo edificio emblema della potenza criminale nella nostra città”. Quindi richiedono una “scuola media superiore così da dare ai ragazzi del quartiere un radicamento ed una speranza per il futuro. Il trasferimento immediato del Commissariato di Polizia a Villa Nitta. È intollerabile che a Librino l’unico commissariato di polizia si trovi all’interno di un condominio, senza una vera struttura operativa che possa rappresentare, non un avamposto di repressione, ma  segno tangibile della presenza dello stato”. Infine “un teatro comunale, affinché Luciano Bruno possa portare in scena il suo spettacolo, innescando quel meccanismo di solidarietà nei suoi confronti, attiva e fattiva, che tutti quanti auspichiamo”.

ZdO

 


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