Maurizio il rosso e mago Merlino

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La sfida dei due supereroi

La notizia di questi giorni in Abruzzo pare sia essere, almeno stando a quello che scrivono i “direttoroni” dei giornali regionali, l’arrivo del nuovo complesso di megalò. Questo piccolo lembo di terra ben presto cambierà slogan: da “regione verde d’Europa” a “regione verde per i centri commerciali”. In effetti dal primo insediamento delle aree commerciali ad oggi sono sono passati ben ventuno anni. Non voglio contarli perchè mi vengono i brividi al solo pensiero e, se sarà confermata la nascita del “megalò 2”, quasi mi ricovero in ospedale. Comunque per me la notizia non è il fatto che nasca questo nuovo complesso con addirittura altri negozi e hotel ma il fatto che, come in ogni iniziativa che lascia luci e ombre, s’inserisca puntualmente, passatemi il termine, il “politico della casciara”. La questione del megalò è più o meno chiara: nell’area non si poteva costruire, la zona era sottoposta a vincolo e quindi il terreno non era edificabile. In passato fu fatto un argine per salvare la zona da un’eventuale straripamento del fiume e tutti gli enti (Comune, Provincia e Regione) autorizzarono la costruzione del complesso. Quindi capitali del nord che venivano a colonizzare i territori del centro-Italia e che poi ritornavano al nord grazie a milionari introiti giornalieri del centro commerciale. Mentre l’operazione portata avanti dall’architetto Merlino macinava euro, piccole attività commerciali erano costrette a chiudere specie nella città teatina. Poteva un piccolo imprenditore competere con un colosso commerciale per orari e turnazione? Certo che non poteva! Quindi centinaia di posti di lavoro persi e mai più ritrovati. Chi poteva fermare la costruzione di tale colosso all’epoca? La risposta è semplice: la magistratura. Ma qui la questione si fa delicata e la affronteremo prossimamente e con documenti alla mano. A me non interessa sapere se questa scelta di aprire centri commerciali in ogni angolo della regione è giusta oppure no, vorrei invece capire se può esserci un diverso sviluppo per la regione. Aspetto queste risposte da tempo in primis dai politici ma segnali non arrivano. Ad esempio mi aspetterei di sapere da un Maurizio Acerbo, giusto per non fare nomi, cosa potrebbe nascere secondo lui al posto di “megalò 2”, che idea di sviluppo abbia in mente e soprattutto vorrei sapere perchè non ce le dice a noi comuni mortali. Al posto di dare fuoco alle polveri e sprecare fiato per ribadire cose vecchie legate a ideologie polverizzate dalla storia,  chiarisca le nostre perplessità con una sana iniezione di “politica avanguardista”. Credo che chi è attento al futuro di questa regione meriti politici un pò più attenti all’intelligenza dell’elettore e non si fermi alla solita demagogia populista. Per farla breve non vorrei che “Maurizio il rosso” scenda a livelli di colleghi che fanno conferenze stampa per rispondere a domande del governatore Chiodi per pura visibilità. Un esempio lampante è Carlo Costantini dell’Idv, al quale regalerò quanto prima un telefono cellulare per chiamare Gianni Chiodi! Forse il buon Maurizio è a corto di idee e proposte e allora mi sento di suggerirgli una cosa. Tempo fa passeggiando per Bologna rientrai per la 12milionesima volta nella “biblioteca salaborsa” di piazza Maggiore. Non so quanti di voi siano passati di lì ma vi assicuro che è qualcosa di bello e appagante; una biblioteca a più piani con tanto di bar e qualche esercizio commerciale. Ecco quindi che potrei suggerire a “Maurizio il rosso” di iniziare a proporre qualcosa del genere per la nostra terra, qualcosa che evochi novità, cultura e allo stesso tempo possa competere con l’occupazione di “mago Merlino”. Bisogna far sognare la gente caro Maurizio e non portarla nelle tetre diatribe ideologiche.

 

di Antonio Del Furbo

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