Meloni a Pescara:”Il decreto Bankitalia è un atto di alto tradimento nei confronti del popolo italiano”

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Il leader del partito di destra non ha fatto sconti a nessuno sul palco di piazza Primo Maggio a Pescara. Scatenata contro banche, governo e lobby del gioco che finanziano i vari governi a cui impongono di eseguire i loro interessi.

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“Grillo dice cose efficaci e condivisibili dai suoi palchi” spiega la Meloni “ma chiedo come sia possibile avere in mano per un anno un quarto della camera dei deputati e un terzo del senato della repubblica, pari a 200 parlamentari, e non portare a casa un solo risultato per il bene degli italiani”. E aggiunge:”noi di Fratelli d’Italia siamo 9 deputati e in un anno abbiamo portato a casa l’impignorabilità della prima casa, la moratoria per 5 anni dell’apertura di nuove sale giochi, il ridimensionamento degli stipendi dei parlamentari legati all’andamento dei fattori macroeconomici. Siamo stati – continua il leader di Fdi – ad un passo dal portare a casa la revoca delle pensioni d’oro al fine di aumentare quelle minime. Se avessimo avuto la fortuna di avere 200 parlamentari avremmo fatto una rivoluzione”.

Poi l’affondo contro la storia di questi anni e degli esecutivi che si sono succeduti da Monti a Letta fino a Renzi:”quando un governo non è eletto dal popolo e non dipende dal popolo ma è nominato da qualcun altro, farà gli interessi non del popolo ma di qualcun altro”.

Meloni ha parlato di legge di stabilità fortemente voluta dal governo Letta e che ha regalato “17 miliardi di euro alle banche” a scapito dei 5 miliardi, mai dati, ai lavoratori.

“Adesso hanno istituito lo ‘spesometro’ che controlla i nostri movimenti econmici per capire se siamo evasori. Lo stesso governo condona, però, 4 miliardi di euro di evasione fiscale alle banche e 90 miliardi di evasione fiscale alle società di slot-machine che poi, si scopre, che sono società che finanziano quelli che scrivono queste leggi”. 

L’INTERVENTO DI CHIODI:”NOI NON ABBIAMO ZIE CHE CI FINANZIANO”

http://www.youtube.com/watch?v=dWuoOLoSdPQ&list=UU4WwBPtERIkVAMSWh5h0xuQ

Sul palco, ad anticipare il discorso di Giorgia Meloni, anche il presidente della Regione Abruzzo. Gianni Chiodi va giù duro contro il suo avversario Luciano D’Alfonso:”Noi vogliamo fiumi belli e puliti ma non candidiamo persone che hanno responsabilità politiche su Bussi per un tentato avvelenamento di 700mila cittadini”. E poi aggiunge:”per mantenere la mia famiglia non c’è stato giorno che non ho prelevato dai miei conti correnti”.

ZdO

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