Milano: figlia del Pm Boccassini investe un uomo che muore in ospedale. Ma la notizia esce un mese dopo

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L’uomo, dopo l’incidente, non ce l’ha fatta ed è morto in ospedale. La notizia, però, è rimasta segreta per oltre un mese.

Si chiamava Luca Voltolin ed medico e infettologo. L’uomo è rimasto vittima di un tragico incidente provocato dalla figlia di due noti magistrati milanesi, Alberto Nobili e Ilda Boccassini. La donna è stata indagata per omicidio stradale. Tutto è accaduto un mesetto fa ma, stranamente, la notizia non è arrivata ai giornali. 

E le stranezze non finiscono qui. L’Usb, sindacato di base dei vigili urbani, ha segnalato la presenza sul luogo dell’incidente, prima di volanti e ambulanze, di Marco Ciacci, attuale capo dei vigili di Milano ed ex dirigente di polizia giudiziaria, nonché ex collaboratore della stessa Boccassini, madre dell’investitrice.

L’incidente

Tutto è accaduto il 3 ottobre in viale Monte Nero, quando lo scooter guidato da Alice Nobili, 35 anni, urta un pedone sulle strisce pedonali. L’uomo, cadendo, batte la testa e morirà al Policlinico dopo sei giorni di coma. La Procura ha subito aperto un’inchiesta per il reato di omicidio stradale, indagando la conducente dello scooter, figlia dei due magistrati.

Stranezze

Come mai della notizia si è saputo solo un mese dopo? E, soprattutto: cosa ci faceva Ciacci sul posto? Si tratterebbe, sempre secondo il sindacato, di una violazione del codice di comportamento dei dipendenti pubblici” che, all’articolo 7 dice:

“Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale”.

Viene inoltre affermato che “non sarebbe stato eseguito l’alcol test, cosa che di norma, anche se non obbligatorio, in incidenti del genere andrebbe fatto”.

Ad Alice Nobili, intanto, è stato sequestrato il mezzo e sospesa la patente. Ora a processo, con l’accusa di omicidio stradale, rischia dai 2 ai 7 anni di carcere.

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