Milano: le mani della Lega sulla Fondazione Fiera. Tra le nomine l’ex fidanzata di Salvini

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Governo che cambia, nominati che arrivano. O meglio, che si riciclano. E, come ogni tradizione che si rispetti, anche il governo giallo-verde occupa tutto l’occupabile. Questa è la volta della Fondazione Fiera che, proprio ieri sera, è passata sotto il controllo della Lega. Il partito di Matteo Salvini ha preso il controllo di uno degli enti più ricchi e potenti della Lombardia.

Enrico Pazzali è il nuovo presidente della Fondazione. Il suo nome era stato fatto dal governatore lombardo, Attilio Fontana. Il numero due, che ha conquistato la vicepresidenza, è l’avvocato Giulia Martinelli, potentissimo capo della segreteria dello stesso Fontana, nonché ex compagna di vita di Matteo Salvini. D’accordo sulla nomina della Martinelli anche il Comune di Milano che non ha ritenuto opportuno fare osservazioni: “Non combatto battaglie perse in partenza”, avrebbe detto Beppe Sala ai suoi più stretti collaboratori. Fortemente critico sulle nomine, invece, il Pd lombardo che, per bocca del proprio capogruppo, Fabio Pizzul attacca: “Quella della Lega è un’occupazione capillare degli spazi di potere, con persone scelte in ragione della loro fedeltà. Si vedono inoltre nomi di una stagione passata che non ha lasciato di sé un buon ricordo”.

Nella seduta la Giunta regionale i tre membri di competenza regionale nel Consiglio generale della stessa Fondazione: Giulia Martinelli, Fabrizio Grillo, Antonio Lucio Colombini.

Uno spoil system in piena regola e in salsa leghista rafforzato con l’indicazione a consiglieri d’amministrazione di Fabrizio Grillo – ex segretario generale del Padiglione Italia durante Expo 2015, e del geometra Antonio Lucio Colombini. L’occupazione dell’ente terminerà nei prossimi giorni con la nomina di Stefano Cecchin a direttore generale. Il tandem Pazzali-Cecchin aveva governato la Fiera dal 2009 al 2015 con risultati gestionali quasi sempre deficitari tanto da essere passata per un aumento di capitale da 70 milioni e un commissariamento giudiziario. E lo stesso Fontana aveva preso parte al consiglio di amministrazione di Fiera spa poi azzerato per volontà della procura di Milano.

Pazzali era uscito da Fiera nella primavera 2015 beneficiando di una buonuscita da 1,4 milioni che gli era stata garantita da Fontana. A sua volta Pazzali, prima di lasciare la società, aveva assicurato a Cecchin un’ottima buonuscita.

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