Morte Guido Conti: riparte l’indagine con i Ris

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L’inchiesta sulla morte dell’ex generale della Forestale (poi dei carabinieri forestali) dell’Umbria riparte da un mozzicone di sigaretta trovato di fianco il cadavere quel 17 novembre del 2017.

Conti fu trovato morto con un colpo di pistola alla tempia. Ora il procuratore capo del tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli, per il 16 settembre prossimo ha fissato un esame peritale al Ris di Roma per analizzare il reperto e capire chi ha fumato quella sigaretta. Conti aveva 58 anni ed era originario di Sulmona. Le sue tracce si erano perse nella mattinata quando si allontanò dalla sua casa a bordo della Smart. Con sé portò le armi d’ordinanza e fu ritrovato anche un pacchetto di sigarette. Il Ris stabilirà, tramite un’analisi del Dna, se quella sigaretta venne fumata da Conti. Quella notte il corpo dell’uomo fu ritrovato a bordo della sua auto alle porte di Pacentro.

La procura, inoltre, ha chiesto di analizzare anche le tracce di sangue presenti sugli indumenti che Conti indossava quella sera.

Si tratta di capire se quella sera l’ex generale fosse solo oppure in compagnia. Inoltre non si capisce a chi appartenesse la Porsche Cayenne bianca parcheggiata proprio in quella zona.

L’ipotesi di reato resta quella dell’istigazione al suicidio. Gli interrogatori vanno avanti per ricostruire gli ultimi istanti di vita di Conti. Ad essere ascoltati soprattutto quelli che lavorarono con lui nel sito petrolifero di Tempa Rossa in Basilicata, dove Conti si era trasferito per assumere l’incarico di direttore del servizio ambientale per la Total.

L’indagine è stata riaperta a luglio scorso dal giudice per le indagini preliminari Marco Billi a seguito dell’opposizione avanzata dalla famiglia di Conti, dopo che la procura aveva chiesto l’archiviazione.  

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