Nel nome del Padre, del Figlio e…della tessera elettorale

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Ancora lui, sempre lui, per sempre lui. Il Monsignore ma non troppo, Bruno Forte, torna a benedire solo quelli più vicini alla vera dottrina: quella sua, ovviamente. Il divino, ancora una volta, scende in terra per redimere le anime bruciacchiate dal fuoco dell’Inferno in vista delle elezioni Regionali d’Abruzzo.

di Antonio Del Furbo



L’arcivesco di Chieti-Vasto – nonché presidente della Conferenza episcopale Abruzzo Molise (Ceam) -, questa volta si supera e, addirittura, stila un “decalogo morale” per scegliere il futuro rappresentante.

“Tutti gli elettori esercitino il loro diritto al voto”, spiega Forte nella sua lettera-appello in cui chiede di dare il proprio voto a chi dice “sì all’accoglienza”, dà “attenzione a giovani, povertà, ricostruzione” e dice “no ai tagli indiscriminati alla sanità”. “I sì riguardano anzitutto il rispetto della dignità di ogni persona umana, quale che sia il colore della sua pelle, la sua storia, la sua provenienza”, sostiene l’arcivescovo. “Da un tale rispetto conseguono i doveri di solidarietà verso i più deboli e di accoglienza verso chi bussa alle nostre porte, fuggendo spesso da fame o violenza alla ricerca di un futuro migliore per sé e i propri cari. In collaborazione con l’azione della Prefettura varie nostre realtà ecclesiali hanno ben operato in tal senso e continueranno a farlo secondo il bisogno”.

Forte, poi, nonostante l’abolizione della povertà messa a punto da Di Maio,  lancia il richiamo proprio alla lotta alle povertà:“il problema del lavoro dei giovani” diffonde “la paura del futuro data l’insicurezza delle possibilità che si aprono per loro”.

Il Monsignore, non contento, manda anche una stoccata alla sanità nonostante l’ex governatore Luciano D’Alfonso abbia garantito “più salute per tutti” durante la sua legislatura:“Pur convenendo sull’urgenza e l’opportunità del riassetto della rete ospedaliera, non si può non segnalare la necessità di tener conto dei bisogni della gente sul territorio, perché essi appaiono a volte sottovalutati a favore di una logica aziendale, che non si addice ai doveri di un servizio pubblico”, dice Forte.

Infine un’analisi attenta persino sull’emergenza rifiuti, che “esige soluzioni su vasta scala e lungimiranti”.

E su questo ultimo punto posso essere d’accordo: come sbarazzarsi della monnezza di personaggi, doppiogiochisti, truffatori, saltimbanco e opportunisti che invadono le liste (tutte) elettorali? E, soprattutto, Forte quando si candiderà alla segreteria della Democrazia Cristiana?

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