Sanità d'Abruzzo: le grandi coccole ai privati

Share

La Sanità abruzzese ha qualche problema da un bel po' di anni e il nuovo governo regionale ha da sempre sbandierato efficienza e rigore da un lato, e riorganizzazione e ottimizzazione dall'altra. È proprio così?

Ovviamente, a quanto pare, no. Diciamoci la verità, la politica teme sempre un po' il settore privato e, probabilmente, sposta le proprie attenzioni molto spesso proprio da quelle parti.

Non si spiegherebbe, altrimenti, come per l'ennesima volta la giunta D'Alfonso non esegua ciò che il ministero della Salute e quello della Finanza hanno ordinato riguardo i crediti sulle cliniche private. 

La Regione avrebbe, già da tempo, dovuto diffidare Pierangeli, patron della casa di cura privata, a rinunciare alle note di credito e a non richiedere cifre che non gli spetterebbero per via del superamento del budget.

Nessuno, né l'assessore alla sanità Paolucci, né il governatore D'Alfonso hanno agito in questo senso. Come mai?

Oggi il giornale online Primadanoi pubblica il verbale del tavolo di monitoraggio, sempre negato all'opposizione e ai sindacati.  

Dal documento si evince che i risparmi sulla sanità pubblica tanto sbandierati non ci sono stati. Dunque, verrebbe da pensare che tutti gli ospedali chiusi o massacrati da questa riforma non sia servito a nulla. Forse solo a intasare gli ospedali rimasti e a rendere inutile qualche pronto soccorso come, ad esempio, quello di Guardiagrele.

Dalle parti del governo regionale, però, si è entusiasti del lavoro svolto. Peccato che sui numeri non si possa discutere perché, appunto, è stato sempre negato il tavolo di monitoraggio. 

Il risultato di gestione è peggiorato. E, poi, sempre dal documento pubblicato si evince che fondi vincolati sono stati utilizzati per altri scopi.

La questione, comunque, rimane il rapporto di questa amministrazione con il settore privato. Perché tanta attenzione? Perché le fatture (7mln di euro) della Synergo di Pierangeli non vengono ancora annullate? Fatture che riguardano l'extrabudget degli anni che vanno dal 2011 al 2013 e chieste all’incasso nel 2015.

Secondo Paolucci  Pierangeli  avrebbe ritirato tutto e annullato il credito. E perché mai?