Piccolo spazio pubblicità. Ecco come i Benetton finanziano la stampa. Il caso Mondardini-De Benedetti

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Questa calda estate 2018 tra una scossa di terremoto, che torna ogni tanto a ricordarci quanto siamo insignificanti su questa terra, e un ponte che cade, che invece ci sottolinea quanto siamo diventati umanoidi senz'anima, ci riempie  la quotidianità di continui colpi di scena. Dopo il selfie di Salvini ai funerali di Genova, dopo le continue boutade del Ministro del Lavoro (sì, ministro del Lavoro) e vicepremier (sì, anche vicepremier) Luigi Di Maio, arriva un'altra bella storia italiana degna di attenzione. 

di Antonio Del Furbo

Pare però, e forse a ragione, che i giornaloni, quelli che per intenderci rimangono in vita per il semplice fatto che si sono trasformati in surrogati del potere politico (governativo o di opposizione che siano), non si siano accorti, nell'umida afa comunicativa di questi giorni intorno ai fatti di Genova, dell'interessante storia di tale Monica Mondardini, dirigente d'azienda italiana.

Mondardini è amministratore delegato di CIR - Compagnie Industriali Riunite e della controllata GEDI Gruppo Editoriale che, tra l'altro, attraverso la "Gedi News Network" (GNN), è editore de la Repubblica, la Stampa, il Secolo XIX, numerosi quotidiani locali e periodici, tra cui il settimanale L'Espresso

Per capire il peso del gruppo editoriale c'è da aggiungere che è anche proprietario di tre radio nazionali, Radio Deejay, Radio Capital e m2o e delle emittenti televisive satellitari m2o TV, Radio Capital TiVù e Deejay TV. Ancora. GEDI è in prima linea nel settore dei new media con la società Kataweb e dispone di una concessionaria di pubblicità che è la A. Manzoni & C..

Il nome della Mondardini, però, è presente anche in un altro gruppo che, al momento, compare su tutti i giornali per la vicenda del ponte Morandi. Il gruppo è quello di Atlantia, ovvero l'azienda controllata dalla famiglia Benetton che detiene il 100% del capitale sociale di Autostrade per l’Italia e in cui la manager siede nel consiglio di amministrazione.

Basta questo per far dire alle malelingue che il nome dei Benetton non è mai stato associato alla tragedia di Genova? Non lo sappiamo.

Fatto sta che il Gruppo Benetton da solo spende 60 milioni ogni anno e rappresenta tuttora uno dei principali investitori sul mercato pubblicitario. Come ricorda Il Fatto, nelle edizioni serali del 14 agosto del Tg1 e del Tg5, il nome Benetton non è apparso. Un silenzio a cui fa eco quello del Tg2 delle 20:30. Trattamento simile sui quotidiani: su La Repubblica, in 11 pagine dedicate alla tragedia, la parola "Benetton" non compare neanche una volta.

Autostrade per l' Italia è partner ufficiale del Giro d' Italia, che vuol dire Rcs e, quindi, Cairo communications. Atlantia ha finanziato interamente l'ultima Repubblica delle idee, il festival legato al quotidiano diretto da Mario Calabresi.

Con Sky, Autostrade ha prodotto un intero programma: Sei un Paese meraviglioso. Con Mediaset, Benetton ha fatto 21 investimenti, che aveva creato insieme a Medusa la catena di multisale The Space, poi rivenduta nel 2014. Giornali e tv, radio e siti web, possono contare su massici investimenti in pubblicità, ma attenzione: oggi non esiste più la classica pubblicità, oggi si racconta. È la narrazione, il coinvolgimento dei fatti nei fatti.

È questa la realtà.

 
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