Finanziamenti all'editoria: il M5s fa marcia indietro e conferma 180mln di euro a giornali, radio e tv

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Ancora soldi a fiumi per i quotidiani. L’abolizione del finanziamento all’editoria dovrà aspettare ancora: l’emendamento 59.08, che era stato presentato dal deputato siciliano M5S Adriano Varrica, è stato ritirato in Commissione Bilancio.

Ciò sta a significare, quindi, che i fondi per cinque quotidiani, Avvenire (5,9 milioni di euro), Italia Oggi (4,8 milioni), Libero quotidiano (3,7 milioni), Il manifesto (3 milioni) e Il Foglio(800mila euro) saranno confermati. Non solo. A beneficiare di ulteriori fondi anche i settimanali cattolici e le testate delle minoranze linguistiche.

Altre migliaia di euro andranno, inoltre, alle radio private, tra cui Radio Radicale, grazie alla legge 230 del 7 agosto 1990, che i 5 stelle volevano abrogare. La Commissione ha deciso di far rimanere inalterato il fondo per il pluralismo, che rimane di ben 179 milioni.

"Il Movimento è coerente. Sin dalla sua nascita, manifesta netta contrarietà ai contributi pubblici all’editoria, rivelatisi fonte di scandali e truffe, di cui i nostri tribunali sono ancora pieni. Per noi, la stampa deve essere libera. E i finanziamenti dello Stato non sono un buon viatico: squilibrano il mercato, chi non ne riceve si trova in svantaggio."

Così in un'intervista di ieri mattina Primo Di Nicola, senatore pentastellato e giornalista d’inchiesta per trent’anni all’Espresso, poi al Fatto quotidiano e infine direttore del Centro.

E chi glielo dice ora che il Movimento, dopo aver deposto le armi contro i giornalisti ed averli addirittura fatti eleggere in Senato, oggi ha fatto l'ennesima marcia indietro sui finanziamenti pubblici all'editoria?