Lo Stato confisca e poi se ne va. Case e ville di lusso confiscate alla camorra e poi lasciate all'abbandono

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A Castel Volturno (Caserta), evidentemente, la camorra è ancora forte. Più forte dello Stato.

Il clan dei Casalesi da quelle parti è ancora potente visto che la città ha il primato di  beni confiscati alle mafie: 104 e un’altra settantina che stanno per arrivare tra case, ville e terreni. Immobili però, come racconta Giulio Golia delle Iene, diventati ruderi tanto che per il Comune ne è riuscito a restituire alla collettività solo sei. Un territorio in cui l’85% degli edifici sono abusivi. Spesso sono gli stessi camorristi, a cui sono stati confiscati i beni, a devastarli per primi, per non farli usare da altri. Prima che la tempistica burocratica, molto lunga, intervenga. Per i pochi che riescono a riutilizzare legalmente i beni, ci sono spesso minacce e atti di vandalismo, come accaduto a Alessandro Buffardi dell’associazione Libera.

 "Per buttare giù una casa e bonficarla - spiega l'assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Scialla - occorrerebbero 70mila euro che moltiplicato per altri 500/600 case arrivano a una somma di 35 milioni di euro che noi non abbiamo". Cinque villette sequestrate ai Casalesi sono ridotte in pessime condizioni. Immobili che sarebbero potuti diventare case popolari e dare alloggio a decine di famiglie bisognose.

"Una delle ville confiscate e che verranno ristrutturate dal Comune apparteneva a Egidio Coppola, detto Brutus, uno dei più pericolosi sanguinari del clan dei Casalesi" spiega Buffardi. Ora, però, quella stessa villa è diventata un rudere per via dell'incuria e degli atti vandalici che gli stessi camorristi fanno.  

"Fino a qualche anno fa" aggiunge ancora Buffardi "non esistevano nemmeno i faldoni dove c'erano registrati i beni sottratti alla criminalità". Probabilmente perché la camorra è molto forte essendo un Comune sciolto per tre volte per infiltrazioni camorristiche. Altro fattore importante è la lungaggine burocratica per l'espletamento di tutte le attività di confisca: passando molti anni il bene si deteriora e richiede molti soldi per la ristrutturazione. Nel caso della villa di Alfonso Natale occorre un milione e mezzo di euro per trasformarla in una scuola di cucina per ragazzi. Le villette costruite vicino al lago e confiscate a un imprenditore vicinissimo al capo dei capi dei Casalesi, Francesco Schiavone, sono state consegnate al Comune nel 2014 dal 1998 che sono passate in mano allo Stato.

Poi la criminalità ci mette del suo minacciando i ragazzi di Libera che hanno ottenuto, tra gli altri, un terreno sequestrato a Zagaria.