Nomine Rai: a Uno Mattina arriva il biografo di Salvini. E per il dopo Fazio altre infornate sovraniste

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E alle grandi manovre politiche che si susseguono in queste ore nell’azienda di stato, rimane imbarazzante il silenzio dei 5 stelle e della Corte dei Conti. “La vergogna di occupare l’informazione del servizio pubblico con giornalisti palesemente di parte“. La Rai ha 1.700 giornalisti dipendenti, oltre ai collaboratori.

di Antonio Del Furbo

L’uomo nominato è Roberto Poletti, ex direttore di Radio Padania e primo biografo di Matteo Salvini, assunto per la conduzione di UnoMattina, il contenitore di informazione di Rai Uno. Poletti è l’autore di Salvini & Salvini, Il Matteo Pensiero dalla A alla Z, scritto nel 2015. Ha collaborato anche con Mediaset come inviato nei programmi di Paolo Del Debbio.

“Nel silenzio del presidente della Camera Fico, del vicepresidente della commissione di Vigilanza Primo Di Nicola, dei senatori M5s Alberto Airola e Gianluigi Paragone, la Rai avrebbe proceduto ad assumere il biografo di Salvini ed ex direttore di Radio Padania, Roberto Poletti, per consegnargli la conduzione di un contenitore di informazione come ‘Uno Mattina’, trasformata in ‘Uno Salvini’ a spese di tutti i contribuenti”. Così Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Un’assunzione che rientra in una imbarazzante infornata di esterni, tra autori e conduttori, che vengono assunti per condurre e gestire le principali trasmissioni estive di Rai1. Come fa la Corte dei Conti, che ha un proprio rappresentante che partecipa alle riunioni del Cda Rai, a non intervenire? Come fa la magistratura contabile a non dire nulla?”



Dunque la strategia del governo a trazione leghista potrebbe essere quella di massacrare i Fazio e i Lerner per mandare un messaggio chiaro: far capire chi decide sulla Rai. E, infatti, il presidente Foa e la direttrice di Rai1 De Santis — che stanno lavorando incessantemente per egemonizzare programmi, palinsesti e nomine nel silenzio tombale dell’ad Salini — hanno messo alla porta, con la complicità di Freccero, anche Michele Santoro. Il sogno della nuova dirigenza Rai era quella di cacciare immediatamente Fazio ma i colonnelli nominati dal governo nell’azienda pubblica si sono accorti che una eventuale rescissione del contratto dell’autore-conduttore sarebbe costata, tra compensi da versare per altri due anni, cospicue penali ed eventuali risarcimenti, oltre 6 milioni.

Manovre fatte dopo che i vertici Rai hanno incontrato i due vicepremier: Di Maio e Salvini.

La Lega incassa anche l’ingresso di tre vicedirettori: Milo Infante, Maria Teresa Fiore e Franco Argenziano. Il M5S si accontenterà di un solo vice: Franco Di Mare, già in indicato per la guida del Tg1. Nelle direzioni aziendali al posto di Luciano Flussi, capo dell’Organizzazione e Risorse umane, dovrebbe infatti arrivare Felice Ventura, attuale direttore degli Acquisti. Dove verrebbe rimpiazzato da Alessandro Zucca, proveniente da RaiSport. Massimo Ferrario, osannato dalla Lega, è in pole per la direzione della Produzione Tv: casella strategica nell’ottica dell’italianità da imporre a fiction e format. Poi c’è Cataldo Calabretta, avvocato e agente di Elisa Isoardi: è il consulente legale della prima rete, dove fa l’opinionista, e persino presentatore di premi Rai. Infine c’è il festival del corto “Tulipani di seta nera” a condurlo Lorella Cuccarini.

Evviva la Rai senza partiti.

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