Nuove mafie: il testimone che comprava droga a Rancitelli (Pe)

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“Sono arrivato a consumare 5 grammi al giorno, tutti i giorni”. Inizia così il racconto di Marco, il giovane che ha deciso di raccontare la sua storia a Daniele Piervincenzi di Popolo sovrano.



Marco, nome di fantasia per non mettere a rischio la vita dell’uomo, è riuscito a denunciare i suoi aguzzini salvandosi dalla morte. “Era diventata una schiavitù del c***o” aggiunge. “Perché io sì, sono stato un cocainomane, ho rubato a casa, ho rubato soldi da tutte le parti, gioielli, orologi Rolex, Patek Philippe. Ho rubato circa 80mila euro in contanti, in gioielli 300mila euro”.

Marco tra i 19 e i 26 anni si è mangiato 500mila euro. Ma chi comanda a Pescara?

“C’è una presenza molto forte a Pescara di comunità Rom. Io ho scoperto di queste persone, tantissime cose. A partire da dove nascondevano la droga, le armi, i soldi. Da chi le andavano a prendere. Ruota tutto intorno al ferro di cavallo. Cioè -spiega ancora Marco- il ferro di cavallo è dove ci sono i giovani, ovvero le nuove leve. Sono quelli che devono essere messi alla prova. I giovani servono agli adulti per sopravvivere perché il giovane lo mandano in carcere perché è un fatto di onore il carcere.”

Dunque, un carcere necessario a cui la comunità Rom tiene molto.

“La comunità Rom è paragonabile alla ‘ndrangheta, cioè fanno tutti capo alla stessa persona. Immaginiamo c’è un grande maestro, il capo di tutti. Sono persone inserite dentro un sistema più ampio di quello che pensiamo.”

L’uomo è arrivato a conoscere molta gente nella comunità Rom.

“Ho conosciuto tutti i livelli degli zingari e sono pessimi dal primo all’ultimo e pare che siano i più grossi trafficanti di cocaina a Pescara. Io andai a casa di questo, mi portò in una stanza piena di scatole di scarpe. Saranno state, forse, 50 scatole di scarpe, in ogni scatola c’erano solo banconote da 50 euro, 100mila in ogni paio di scarpe. Dunque, moltiplicato per 50 fanno 500mila euro.”

“Loro possono fare quello che vogliono”

“Se tu hai debiti” prosegue ancora il testimone “a loro piace acquistare il tuo debito, capiscono il tuo bisogno. Ti vedono triste? Ti tirano fuori 10mila euro in pezzi da 20 euro e ti dicono ‘amico mio ogni mese mi dai il 10%’ se li conosci. Se non li conosci il 30, il 40, il 50% ogni mese. ‘Quando li avrai tutti me li dai’ dicono. Quindi da 10mila euro tu ne devi restituire 200mila euro o, vita natural durante, non glieli restituisci mai ma continui a pagare, ogni mese, una forma di pizzo”.

Il clan dei Rom che controlla l’Abruzzo da Rancitelli

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