OMICIDIO RIGANTE: RISSA IN TRIBUNALE

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Mentre il gup si dichiarava incompatibile, ultrà e famiglia Ciarelli si sono fronteggiati in aula.

Stamane al Tribunale di Pescara si è sfiorato il peggio. Durante la prima udienza preliminare sull’omicidio di Domenico Rigante, l’ultrà ucciso a colpi di pistola a maggio dell’anno scorso, la famiglia del nomade imputato principale nella vicenda e un gruppo di ultrà, si sono fronteggiati con insulti e parole grosse. I nomadi stavano per prendere i bastoni dalle loro auto ma polizia e carabinieri li hanno bloccati. Coinvolto nella rissa anche l’avvocato di Massimo Ciarelli Carlo Taormina. Il gip Maria Carla Sacco ha rinviato l’udienza al prossimo 9 maggio perché dichiaratasi incompatibile. Oltre a Massimo Ciarelli devono rispondere di omicidio volontario premeditato e porto abusivo di arma, il nipote Domenico e i cugini Luigi, Antonio ed Angelo. All’udienza erano presenti anche i genitori e i parenti della vittima. Il giudice che seguirà la prossima udienza, che si celebrerà con il rito abbreviato, è il gup Gianluca Sarandrea.

«AMMAZZATO COME UN CANE»

«Hanno ammazzato nostro figlio, l’hanno fatto soffrire come un cane, sapete tutti come è andata. Quindi vogliamo giustizia in tempi brevissimi. Fuori c’è uno striscione con la scritta giustizia: noi questo vogliamo». Queste le parole di Pasquale Rigante, padre di Domenico, alla chiusura dell’udienza preliminare. Viso commosso e quasi rassegnato ha detto che ritrovarsi ad un anno dalla scomparsa del figlio ancora a questo punto non è facile da sopportare. Pasquale Rigante si riferisce evidentemente alla lentezza della giustizia e invita tutti a comprendere il proprio stato d’animo. «Ecco come funzionano le cose in Italia e sinceramente è una cosa che mi dà fastidio, sembra che loro sono tutelati e noi no. Mi ha fatto male soprattutto vedere le loro facce, simpatiche, belle, tranquille e che ridevano anche. Questa è la cosa che non condivo della giustizia italiana».

TAORMINA:«NON SO SE IL MIO ASSISTITO È UN ASSASSINO»

«No so se il mio assistito è un assassino. Lo dirà il giudice se lo è o meno. Siamo tutti assassini in questo paese, o in un modo o nell’altro». Queste le parole dell’avvocato Taormina che aggiunge:«Faremo del nostro meglio, non possiamo dire quello che intendiamo sostenere. Seguiamo l’evoluzione del processo e da questo ci regoliamo».

PASSAMONTI:«PROSSIMA UDIENZA MISURE PIÙ DRASTICHE»

«Per la prossima udienza riguardante l’omicidio di Domenico Rigante, prevista per il 9 maggio, saranno predisposte “misure ancora piu’ drastiche». L’annuncio è del questore Paolo Passamonti, giunto al tribunale di Pescara dopo i tafferugli. «Anche se si trattava di un’udienza a porte chiuse il servizio è stato predisposto ben conoscendo i soggetti e l’animosità che li anima dall’una e dall’altra parte. Il servizio è andato bene». 

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