Operazione “Taxi stand”

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Arrestato il sindaco di Turrivalignani e altre 13 persone

Si chiama “taxi stand” la maxi inchiesta relativa al rilascio di autorizzazioni comunali per il servizio di noleggio con conducente, che ha portato, questa mattina, all’arresto del sindaco di Turrivalignani, Roberto Di Cecco. I privati autorizzati potevano svolgere la propria attività nella capitale, offrendo servizi a prezzi più bassi, in quanto si aggiravano tutti i bandi di concorso pubblico. A questo punto bastava indicare di avere sede in  un comune in Abruzzo e in tal modo le autorizzazioni erano aggirate.Gli amministratori locali acconsentivano a dare consenso, senza dir nulla alle autorità, in tal modo si dimostrano complici di questi privati.

Il gip, Maria Michela Di Fine, ha disposto, oltre al sindaco, altre 13 misure cautelari sono state eseguite. Di questi 14 soggetti, sei sono agli arresti domiciliari mentre per otto di loro è scattato l’obbligo di dimora. I capi di imputazione che pendono su di loro sono di corruzione in concorso e di associazione per delinquere. La polizia ha fatto scattare l’operazione dopo il controllo effettuato su 211 comuni del pescarese e in 65 di questi sono stati riscontrati gravi irregolarità non solo a carico di privati, che hanno ottenuto le autorizzazioni, ma anche a carico di alcuni amministratori comunali che, pur conoscendo, non hanno fatto nulla per fermare la cosa.

In Abruzzo, attorno a questa vicenda, sono 295 le persone indagate, tra cui, a detta della polizia, la “figura di spicco” risulterebbe il sindaco Di Cecco, accusato di aver rilasciato più di 80 di autorizzazioni di servizio di noleggio con conducente (N.C.C.). Tali servizi, inoltre, non sono mai stati attivati in modo regolare e seguendo le norme attualmente in vigore.

 

di Mattia Scorrano

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