Pescara: condannato a morte per un parcheggio

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Basta il suono di un clacson, un richiamo, una voce che ci dice “ehi tu, attento!” ed è subito rissa. E succede che, per un banale richiamo, ci si azzuffi a schiaffi e calci. Succede, sempre. Quotidianamente è violenza. Ed e stata violenza anche ieri sera a Pescara, in pineta, quando un 19enne, parcheggiando la sua Renegade, è stato infastidito dal clacson di un uomo che, probabilmente, lo invitava a stare attento nella manovra. Tanto è bastato al giovane di arrivare allo scontro fisico con il 56enne e generare il dramma: Tiziano ritorna verso la sua auto, si appoggia allo specchietto e si accascia a terra. Tiziano muore all’istante. Il giovane, invece, fugge e si dilegua ma viene rintracciato dai carabinieri e portato in caserma.

Che vita è questa? Cosa siamo diventati? Soprattutto: dove pretendiamo di andare?

Siamo qui, su questo spazio, su questo asfalto a celebrare in ogni istante il nostro individualismo estremo. E siamo capaci di uccidere. Orribile!

Siamo l’odio e l’indifferenza, la lacrima e il pentimento. Siamo i giorni bui che arriveranno risucchiandoci nel vortice del qualunquismo.

Siamo, schifosamente, tutto questo.

 

di Antonio Del Furbo

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