Pescara, incontro sulla legalità in un liceo. L’alunno al Procuratore Capo:”Gli avvisi di garanzia diventano accuse”

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“Legalità e libertà di stampa” è stato il tema dell’incontro organizzato dall’associazione Codici tenutosi con gli studenti del Liceo Classico G. D’Annunzio alla presenza del direttore del quotidiano Il Centro e il Procuratore Capo della città adriatica, Federico De Siervo.

Pare proprio che sul tema della legalità e della libertà di stampa i sempre ‘maltrattati’ giovani dimostrano in ogni occasione di saperne una in più degli anziani. Accade che i tromboni della politica e dei salotti buoni spesso li etichettano come ‘merce’ senza ideali e in mano alle multinazionali. La lezione che gli alunni hanno dato a Pescara, però, racconta un’altra realtà.

De Siervo ha spiegato il valore del rispetto delle regole attraverso il quale ogni cittadino può contribuire alla crescita dell’intera comunità. L’intervento di Tedeschini è stato, invece, incentrato sulla qualità dell’informazione che cresce in proporzione al rispetto che si ha nei confronti dei temi trattati. Tutti concordi, comunque, su un unico punto: che in Italia un fenomeno Charlie non potrebbe mai esserci. “In Italia chi agisce con un satira di questo genere viene condannato” ha detto De Siervo. 

L’incontro si è scaldato quando alcuni degli alunni hanno iniziato a porre domande. Tra le più interessanti quella di un ragazzo che ha osservato:“Mi sembra che gli avvisi di garanzia vengano usati per accusare l’indagato piuttosto che offrirgli una tutela”. Quindi l’avvocato Federico Silvestri, responsabile dell’ufficio legale di Codici, chiede al Procuratore De Siervo:“se l’avviso di garanzia deve servire al semplice cittadino per meglio difendersi, perché ne vengono a conoscenza i giornali, la televisione e gli altri mezzi di comunicazione? Chi passa la notizia?”. 

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Una domanda a cui lo stesso De Siervo non è in grado di rispondere:“non si capisce il motivo per il quale questi avvisi di garanzia abbiano un recapito anche presso i giornalisti”. Di chi la colpa quindi? Ed è giusto che qualcuno costruisca carriere giornalistiche sulle disgrazie di altri senza avere nessun rispetto per la persona? Per Tedeschini:“qualche eccesso c’è per colpa di alcuni giornalisti sommari e spregiudicati”.

Forse la lezione di Tangentopoli ad alcuni non è servita visto che, ancora oggi, si continuano a fare processi su giornali e tv. Nel 1992 ci furono suicidi da una parte e carriere giornalistiche che avanzavano dall’altra.

ZdO 

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