Pescara inquina, i gendarmi dormono

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E sì, pare proprio che sulla città adriatica abruzzese sia calato il silenzio sui vari argomenti che tanto preoccupano i cittadini. Tra questi, l’inquinamento del mare che, se non fosse per i Social, non se ne saprebbe nulla.

Per capirci come stanno le cose possiamo tranquillamente affermare che da un lato abbiamo un’amministrazione pubblica che continua a raccontare che il mare è pulito e non c’è motivo di preoccuparsi. Dall’altra i cittadini che, avendo la fiducia verso la politica prossima allo zero, continuano a nutrire forti dubbi rispetto all’acqua pescarese. In mezzo c’è la magistratura che, a quanto pare, non ha rilevato nessuna emergenza in merito. Anzi, l’anno scorso la Procura ha indagato il sindaco Marco Alessandrini riguardo l’Ordinanza del divieto di balneazione e sulla sua possibile retrodatazione dopo lo sversamento in mare di liquami l’agosto scorso ma, subito dopo ha archiviato il reato di falso in atto pubblico tenendo in piedi quella di omissione d’atti d’ufficio. I pm scrivevano:

“Pur avendo piena contezza, in particolare Vespasiano e Del Vecchio, che sin dalla data del 23 luglio 2015 il tratto di mare ricompreso entro il perimetro tra via Balilla e il Porto fosse non idoneo alla balneazione, poiché le analisi Arta accertavano il rilevante superamento dei parametri di legge per il valore dell’escherichia coli e pur verificando che a seguito della rottura dell’impianto di depurazione di via Rajale, intervenuta in data 28 luglio, vi era stato un rilevante riversamento in mare di fanghi da sottoporre a smaltimento, con conseguente superamento dei parametri di legge per i valori dell’escherichia coli e per enterococchi, che superavano i valori di legge rispettivamente del triplo e del quadruplo, omettevano di emanare idonei provvedimenti amministrativi volti a tutelare la salute pubblica e ad impedire o limitare la pubblica balneazione di quel tratto costiero”.

E guai a sollevare la questione dell’opportunità politica, perché il sindaco stizzito rispose:

“Io credo che un conto siano le polemiche e le strumentalizzazioni politiche che si svolgono nell’Aula consiliare e un’altra gli accertamenti da parte della magistratura e io in questo senso sin dall’inizio del mio mandato politico pensavo fra me e me che prima o poi mi sarebbe capitato questo perché l’attività amministrativa significa scelte e significa anche dover fare i conti col fatto che sovente l’opposizione ti denuncia”.

Da un anno a questa parte le rassicurazioni dell’amministrazione sono continuate. Il 22 maggio il vicesindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio, annunciava:

“Mare balneabile: nessun espediente amministrativo. Questa Amministrazione è l’unica che ha messo in campo azioni a tutela di fiume e acque marine”.

L’esultanza arrivava quattro giorni dopo una nota dell’Arta che confermava la balneabilità in viale Muzii mentre in via Galilei i dati non erano buoni. Il 16 maggio Alessandrini e del Vecchio erano pronti a scommettere che nelle rilevazioni successive le acque sarebbero tornate balneabili. E, infatti, il parere dell’Arta cambiava nettamente. 

Perché? Perché con il DK15 sarebbero stati eliminati gli scarichi lungo la sponda sinistra del fiume Pescara e convogliati al depuratore.

Del Vecchio, anche un po’ pavoneggiandosi, scriveva:

Finalmente e dopo decenni di abbandoni e incurie e soprattutto dopo il totale silenzio di quanti hanno responsabilità diretta sulla salvaguardia di un bene fondamentale come l’acqua, si è alzato il livello di attenzione e di azione per affrontare il degrado in cui questo elemento era stato condannato. In questo senso all’Amministrazione comunale di Pescara va dato il merito di aver per prima sollevato con forza la questione e che per prima ha ritenuto di dover affrontare il tema dell’inquinamento (fiume – mare) dispiegando le proprie strutture e alimentato il dibattito che oggi registra l’attivazione di tavoli e gruppi di lavoro oltre che il dispiegarsi di risorse finanziarie. Nel merito del diretto coinvolgimento della Città di Pescara nel settore del turismo balneare e della sua condizione di non balneabilità per un tratto della sua riviera e al fine di sovvertire le sonnolenze degli anni passati, abbiamo posto in essere un’azione mirata e capace di individuare le possibili fonti di inquinamento del fiume capaci di condizionare negativamente la qualità delle acque di balneazione”.

Dunque i numeri:

rimosse le seguenti criticità: 1. la condotta acque bianche che si immette nel fiume Pescara all’altezza del Ponte Nuovo risultava portatrice di una carica di escherichia coli pari a 7.700.000 unità; 2. la condotta acque bianche che si immette nel fiume Pescara all’altezza di Via Le Mainarde risultava portatrice di una carica di escherichia coli pari a 10.000.000 unità; 3. la condotta acque bianche che si immette nel fiume Pescara all’altezza del Ponte della Libertà risultava portatrice di una carica di escherichia coli pari a 60.000 unità; 4. la condotta acque bianche che si immette nel Fosso Vallelunga risultava portatrice di una carica di escherichia coli che in talune circostanze risulta essere pari a 18.000.000 unità; 5. la Capitaneria di Porto ed il Corpo Forestale dello Stato, su disposizione della Procura della Repubblica, hanno sequestrato e diffidato alla riattivazione conforme alla legge i depuratori di Manoppello, Lettomanoppello, Cepagatti e Rosciano. A questa imponente mole di lavoro si aggiunge la messa in funzione del progetto DK15″.

L’amministrazione pescarese, a quanto pare, è un po’ sfortunata però. Sì perché in queste ore sui social sta facendo il giro del web una foto di un ragazzo che in seguito a un bagno al mare avrebbe avuto strane bolle sul corpo. 

“Dalla foto non si vede bene ma c’erano bolle e un fortissimo prurito e lo sfogo si è presentato subito dopo il bagno, un altro ragazzo dietro alla gamba ed altri episodi simili. Non era l’unico ieri. Macchie rosse, prurito, bruciore” riferisce la donna che ha postato l’immagine.

I commenti sono stati a migliaia:

“Primo ed ultimo bagno! E poi vogliono farci credere che le ultime analisi sono buone! pover’a nu!” 

“Mi ha fregato l’hanno scorso.. Quest’anno non mi frega! Mi ci sono troppo sentita male!”.

“Vogliamo il sindaco, tutti gli assessori e consiglieri (di maggioranza) e anche quelli che sostengono che il mare è pulito, a fare il bagno… davand a nù !!

Pazzesco ci vorrebbe una mobilitazione contro il comune

“Solo alle malefatte della gente comune si chiede la verità …tutta la verità… nient’altro che la verità!” 

“Ma da chi ci governa ….partendo dal “piccolo” …. per arrivare all’alto! …. quando avremo tutte le verità? ????”.

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