Politica, Elena Cattaneo: con 12mila euro al mese vuole decidere lei quando andare in Senato

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La neo nominata senatrice, la donna del giro che conta e, soprattutto, la dottoressa che ha tuonato contro il metodo Stamina e i suoi sostenitori, continua a prendere cantonate con le sue dichiarazioni da ‘intellettual-snob’. La rappresentante del popolo continua ad avere, nei confronti delle istituzioni democratiche, un atteggiamento da donnina che non vuole sporcarsi le mani affermando che la politica a lei non piace. Ma la montagna di denaro che la politica le dà l’acchiappa a volo.

La neo nominata senatrice, la donna del giro che conta e, soprattutto, la dottoressa che ha tuonato contro il metodo Stamina e i suoi sostenitori, continua a prendere cantonate con le sue dichiarazioni da ‘intellettual-snob’. La rappresentante del popolo continua ad avere, nei confronti delle istituzioni democratiche, un atteggiamento da donnina che non vuole sporcarsi le mani e affermando che, a lei, la politica non piace. Ma la montagna di denaro che la politica le dà l’acchiappa a volo.

Si definisce donna non legata a nessun partito e che della politica non capisce nulla. Anzi la dottoressa va oltre:«Non mi sento di destra o di sinistra. Andrò in Senato quando ci saranno istanze che riguardano gli ambiti che conosco». Incredibile. Cattaneo prenderà la mensilità da senatrice, 12mila euro tondi tondi, ma sarà lei stessa a decidere quando andare a lavorare. La dottoressa-farmacista è convinta di prendere in giro gli italiani. La dottoressa-farmacista crede che, milioni di italiani, abbiano l’anello al naso e siano idioti e inetti come i rappresentanti del Governo. La ricercatrice prestata alla politica contro la propria volontà sa benissimo che non metterà mai piede in Senato perché, come più volte ha sostenuto, «in Italia i ricercatori di esperienza e di livello medio-alto guadagnano 1.600-1.700 euro al mese. All’estero le offerte sono cinque volte tanto. Non cambierò panni, resto una scienziata. Ma credo che sia importante spiegare al mondo esterno al laboratorio quello che si fa dentro». I governanti italiani hanno scarso rispetto e cura della ricerca e, quindi, lei si godrà la vita continuando a dedicarsi al proprio lavoro. Pur rinunciando allo stipendio da ricercatrice, 3.300 euro al mese, Cattaneo avrà molto da fare: è membro del Senato dell’Università Statale di Milano dell’EMBO e dell’Accademia dei Lincei; direttrice del laboratorio di Stem Cell Biology and Pharmacology of Neurodegenerative Disease e co-fondatore e direttore di UniStem, il Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell’Università Statale di Milano. Inoltre è coordinatore di un nuovo consorzio europeo, Neurostemcellrepair, e di un network italiano per lo studio delle staminali nella Malattia di Huntington finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Questi solo per dirne alcuni. Vuoi vedere che la dottoressa della politica ha agguantato a volo l’occasione per un solo fatto economico? C’è da pensarci leggendo le sue dichiarazioni:«entro in Senato in punta di piedi. Entro in punta di piedi anche per il rispetto che nutro nei confronti della politica che per me è un qualcosa di alto, anche se non posso dire che mi piaccia». Ma come, è qualcosa di alto ma a lei non piace? E come mai la dottoressa accetta l’incarico se reputa la politica un valore alto? Se lei accetta vuol dire che la sua anima non è prestigiosa come la politica.

In effetti la Cattaneo a chi gli ha chiesto se fosse stato giusto devolvere lo stipendio da senatrice alla ricerca ha risposto:«Io dovrò lasciare il mio laboratorio. Due stipendi pubblici sono incompatibili. Deciderò quando sarà il momento cosa fare. Ancora non so, ma comunque quei soldi comunque per campare mi servono». Per lei la politica è una cosa ignota, continua a dichiarare come un mantra.

Eppure la Cattaneo, a differenza di ciò che dice, è stata la firmataria del manifesto degli intellettuali a «sostegno della candidatura di Pierluigi Bersani alle elezioni 2013 e partecipando anche alla sua campagna elettorale» come ci racconta Marco un nostro attento lettore. Degli uomini politici italiani disse nel marzo 2009 che «sono pensatori privi di logica». 

Quindi lei è passata in politica perché, senza logica, non si riesce a fare ricerca. E, soprattutto, non si riesce ad ottenere premi Nobel.

di Antonio Del Furbo




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