Pontida: quella Lega che riparte dalla Solidarietà e dalla dignità dei popoli

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Diciamo che un po’ di casini li ha combinati a Pontida la Lega. E che casini.

di Antonio Del Furbo

In particolare a combinarla grossa, anzi, grossissima, è stato quel “populista” di Matteo Salvini che tanto non piace ai “salottisti” che si cullano in teorie pseudo gramsciane mentre sorseggiano caffè in salsa di soia, sognando rivoluzioni cubane. Peccato che gli stessi salottisti con tanto di puzzetta sotto il naso, la rivoluzione la fanno ma nei loro portafogli.

Talmente tanto impegnati a contare soldi (e poltrone) che domenica, a quanto pare, nessuno di loro si è accorto che a migliaia hanno raggiunto Pontida per l’annuale appuntamento del Carroccio. E oggi, i soliti titoloni e le solite polemiche. 

Ti permetti di dire che il lavoro bisogna darlo prima agli italiani? Sei un razzista. Dici che a Bruxelles ci sono dei burocrati che limitano la libertà? Diventi un populista. Attacchi la Merkel sul troppo potere? Diventi improvvisamente nemico delle banche. E se sei ancora in piedi a difendere le tue idee arriva la stampa vaticana a finirti. Sì perché basta citare il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona che, secondo Salvini appare come una sorta di dichiarazione di guerra all’Islam, che il quotidiano Avvenire definisce il segretario una persona:che non sa proprio di che cosa parla, ma fa lo stesso”

Insomma, il Matteuccio nazionale ha fatto storcere non pochi nasi e musi. Chissà perché. Se in molti cominciano a odiarlo posso cominciare a pensare che la sua potrebbe rappresentare una buona politica. Forse.

“Ricostruiremo L’Aquila ripartendo dai nostri ragazzi con le facce pulite e, soprattuto, servi di nessuno”. Poi l’abbraccio sul palco alla mamma di Gianluca Buonanno e il saluto affettuoso ai terremotati:“Quelli di Amatrice sono i nostri fratelli altro che accogliere quei ciabattanti che arrivano tutti i giorni sulle nostre coste” ha aggiunto ancora Salvini.

http://www.youtube.com/watch?v=31YCJ5KNcAs&feature=youtu.be

A quel punto è arrivata la telefonata del il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi:“Grazie a voi tutti. Siete gente di cuore, gente solidale”.

Dunque la stoccata di Salvini a Renzi:Si alza alle 7 di mattina e prende la telefonata del giorno per sapere cosa può dire e cosa non può dire”. A quel punto, prendendo forse spunto dal Grillo nazionale, Salvini ci va giù pesante:

“Vaffa….o a Bruxelles, Merkel e Soros”.

“Questi sindaci non possono spendere nemmeno un soldo per per il ‘patto di stabilità'”. “La storia si ripete, lo dico a quei caproni dei giornalisti”. “I prefetti devono andare a casa e cambiare mestiere”. “Loro hanno le televisioni, i giornali, Confindustria, Magistrati”.

Poi, la domanda delle domande:”il peggior disastro dell’Italia sono le associazioni di categoria e i sindacati. dov’era la Camusso quando è stata approvata la legge Fornero?”. 

Insomma, a parte gli spunti polemici, ieri Salvini ha tracciato un chiaro e netto futuro politico:

“Se qualcuno pensa che il futuro della Lega sia ancora quello di un partitino servo di qualcun altro, di Berlusconi o di Forza Italia, ha sbagliato a capire. Noi non saremo più schiavi di nessuno. Noi accordi al ribasso non ne faremo con nessuno”.

Ieri, comunque, l’aspetto molto interessante e di cui nessun editorialista pare si sia accorto è che la Lega appare sempre più un corpo unico e omogeneo con “Noi con Salvini”. Quasi ogni regione d’Italia ha partecipato alla manifestazione. Persino Umberto Bossi ha riconosciuto che errori sono stati fatti sulla “Roma ladrona” estesa anche agli abitanti di quel Sud sempre sfruttato. “I soldi non ve li hanno mai dati, ma lo abbiamo capito tardi. Se li tenevano per loro”

Solidarietà e dignità dei popoli. Sembra questo il nuovo programma della Lega. Anche se qualcuno non ancora se ne accorge.

 

 

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