Progetto Strada dei Parchi: per il Ministero l’adeguamento non s’ha da fare

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Si mettono maluccio le cose per Toto. Graziano Delrio ha risposto picche anche a Luciano D’Alfonso.

di Antonio Del Furbo

La bocciatura dell’opera da parte del Ministero dei Trasporti è arrivata in seguito a una interpellanza urgente fatta dall’onorevole Gianluca Vacca del Movimento 5 stelle.  

“Ora emerge un quadro molto più nitido di quanto avvenuto negli ultimi due anni e delle posizioni in campo” riferisce Vacca. “Il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha di fatto certificato la totale mancanza di qualsiasi presupposto normativo e amministrativo al progetto di modifica del tracciato, confermando che gli unici lavori possibili sono appunto quelli di manutenzione e messa in sicurezza dell’attuale percorso”.

Come già avevamo riferito nei giorni scorsiD’Alfonso è da sempre stato convinto sostenitore dell’opera tanto da girare tra ministeri ed enti locali per fare in modo di appaltare l’opera dal costo di 5,7 miliardi di euro. Il senso dell’opera è quello di ridurre la percorribilità di 30 km per avere, poi, 54 gallerie e 161 viadotti passanti per la riserva naturale delle Gole di San Venanzio e il parco Velino-Sirente.

Un progetto che non è mai piaciuto a Delrio nonostante D’Alfonso abbia istituito una commissione ad hoc per serrare i rapporti con il ministero. 

Ora l’investimento si ridurrebbe a circa un miliardo di euro. Tra l’altro ricostruzione che viene fatta nella risposta fornita oggi, si evince come il Ministero, nella corrispondenza con la Società iniziata nel 2013, abbia sempre chiesto alla Società Strada dei Parchi di fare un piano Economico Finanziario esclusivamente per i lavori di manutenzione e messa in sicurezza, senza nessuna variante al tracciato, poiché appunto queste non possibili nell’ambito della convenzione in essere e in base normativa vigente.

“La società – aggiunge Vacca –  avrebbe sempre inserito anche le varianti nel piano, ostinandosi a ripresentarle in tutte le occasioni utili ma vedendosele sempre respinte. Resta da chiedersi per quale motivo il Presidente D’Alfonso abbia tanto caldeggiato la realizzazione di questa devastante opera”.

Il Ministero ha confermato, tra l’altro, che il progetto è in contrasto con Direttive Europee e Leggi Statali che consentono solo opere di messa in sicurezza e non nuovi tracciati. 

E ora che farà il “damo” di Toto?

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