Protesi istituzionali

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Il metodo della risonanza magnetica cellulare MBST adottato da 15 anni in Germania, stenta a partire in Italia. Eppure porterebbe giovamento ai cittadini e risparmio nelle casse dello Stato. La Regione Abruzzo pare essere sorda a questa richiesta. Perché?

Danilo Tenaglia è un dottore specializzato nella cura riabilitativa e da anni opera nel settore medico. Lui stesso ci ha contattato per un’intervista perché si è sentito in dovere di far conoscere un metodo per la cura delle malattie ossee, non più invasiva come quella che può essere l’inserimento di una protesi. Tra l’altro il dottor Tenaglia ci riferisce che “il brevetto esiste in Europa da almeno quindici anni e in Italia soltanto da cinque”. “Il brevetto” – continua Tenaglia – permetterebbe di far risparmiare tanti soldi al sistema sanitario nazionale”. Il metodo consiste nella “rigenerazione della cartilagine” e quindi nella gestione dell’osteoporosi e la “guarigione”, ad esempio, dell’artrosi. Una cosa non di poco conto sia per i cittadini sia per le casse dello Stato. In particolare per la Regione Abruzzo potrebbe essere una manna dal cielo vista la condizione, seppur migliorata, dei conti della sanità. Se teniamo presente che “il costo di una protesi varia tra i 2000 e i 3000 euro” ci spiega il dottor Tenaglia, “poi c’è tutta la chirurgia intra-operatoria e quindi la fase riabilitativa dopo l’inserimento della protesi”. Con tale metodica invece non ci sarebbe bisogno né di riabilitazione né di una cura farmacologica. Infatti il metodo MBST si basa sul principio della risonanza magnetica cellulare. Con l’energia elettromagnetica proveniente da una sorgente esterna, vengono attivati i nuclei degli atomi di idrogeno che iniziano ad emettere energia. Questa energia viene orientata nella direzione desiderata e attiva le cellule condrociti ( le cellule che producono la cartilagine), ovvero le osteoblasti (le cellule che creano le ossa), a seconda del programma che desideriamo applicare. A questo punto ci sorge spontanea una domanda: perché il SSN non ancora riconosce questo tipo di trattamento già in vigore in Germania da più di un decennio? Soprattutto perché in Regione Abruzzo il dottor Tenaglia non ha ancora trovato un interlocutore in grado di prendere in esame questa sua proposta? Non vorremmo pensare alla cattiva fede delle istituzioni regionali ma teniamo ben presente il cospicuo lavoro affrontato dall’amministrazione regionale per far fronte al disastro finanziario accumulato in ambito sanitario. Ci sentiamo di suggerire con forza al Presidente Chiodi di prendere in considerazione questa proposta che a nostro modesto parere potrebbe portare beneficio a tutta la comunità e soprattutto alle casse della finanza regionale. Sappiamo benissimo quali sono i problemi della macchina burocratica, ad esempio lo scandalo dei dirigenti “illicenziabili” e di parassiti intoccabili. Ma se in questo caso la politica si aprisse al mondo esterno e alle proposte innovative, crediamo che gran parte delle polemiche politiche inutili verrebbero zittite in un attimo.

 

di Antonio Del Furbo

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