Quando il presidente della comunità islamica di Milano diceva:”nessun stupore per chi combatte con dittature sanguinarie”

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È passato oltre un anno e, forse, molti avranno dimenticato quelle frasi pronunciate da Usama El Santawy, 29 anni, Egiziano, Presidente della Comunità Islamica di Milano.

“I musulmani vengono umiliati ogni giorno, quindi non ci si deve stupire se poi i fratelli musulmani vanno a combattere nelle file della resistenza alle dittature sanguinarie” diceva El Santawy. E aggiungeva:A me non piace minimamente il sistema democratico in quanto in esso non trovo ne la giustizia e neanche l’uguaglianza. La responsabilità non è di queste persone, che pure avranno le loro colpe, ma delle istituzioni che non tengono conto dell’umiliazione dei musulmani”.

El Santawy venne citato in un’interrogazione parlamentare del 2012, a firma di Souad Sbai, all’epoca parlamentare marocchina del Pdl, in cui fu accusato di aver “ripetutamente minacciato online e di persona non solo semplici cittadini, ma anche esponenti politici e del giornalismo”.

Nel rapporto:“Il Jihadismo autoctono in Italia” si legge che El Santawy è “al centro della scena salafita autoctona in Italia” e che raccoglie anche elementi jihadisti.

Il Jihad nel senso del Jihad stesso – spiegava al Fatto – è una parola che significa sforzo, ed è lo sforzo che faccio tutti i giorni per cercare di convivere pacificamente con me stesso e con le persone. È lo sforzo che faccio per svegliarmi la mattina per andare fuori a cercare il pane quotidiano per i miei figli, è lo sforzo che io faccio per ripristinare la libertà, la giustizia e la verità sulla terra, che sia esso con la parola che sia esso con le mani, e quando intendo mani dico si fino ad arrivare alla guerra. Nel Corano c’è scritto che la guerra è una cosa che è odiata all’uomo, una cosa che l’uomo odia ma che a volte è costretto a fare”.

“Non abbiamo parlato della Somalia, della persecuzione dei musulmani a Myanmar, Burma, non abbiamo parlato della persecuzione dei musulmani in centro africa, e parliamo solo dei musulmani cattivi in Nigeria ma non parliamo dei pastori cristiani che benedicono quei cristiani che ammazzano i musulmani in Nigeria, non parliamo del Ciad, non parliamo delle malattie che si stanno diffondendo in paesi a maggioranza di musulmani, non parliamo più della fame. Non parliamo di tantissime guerre. Allora il musulmano quando vede se stesso umiliato in questo modo qua, soprattutto l’occidentale, il musulmano occidentale che è una persona che conosce i suoi diritti, che conosce cosa può aspettarsi e deve aspettarsi dalle istituzioni che dovrebbero garantirgli quei diritti. Allora noi, le istituzioni qua fanno finta di non vedere i problemi, continuano a fare pressioni e fare pregar i musulmani negli scantinati, ad arrestare i musulmani solo per aver osato parlare, e poi ci si morde la mano o si fa finta di mordersi la mano dicendo “ma dove sono usciti queste 50 persone che si vogliono affiliare con i taglia gole o taglia teste?”. Allora bisogna un attimino fare un passo indietro e la colpa non è di quelle 50 persone, che avranno anche le loro colpe, ma la colpa è di tutte quelle istituzioni, e ci butto dentro anche i servizi segreti, i media, tutte le immagini che noi vediamo in tv, l’omertà nel parlare di determinate cose…”.

 

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