Quando muore un direttore. Quel direttore…

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Dunque, la malattia lo ha portato via. “Hai lottato come un gladiatore contro la malattia e stento ancora a credere che tu abbia perso questa ultima battaglia” ha scritto una collega. 

di Antonio Del Furbo

Pasquale Pacilio è stato definito “colonna portante dell’emittenza privata abruzzese” che “lascia un vuoto incolmabile nel mondo dell’informazione regionale”. La sua redazione lo ha salutato con un “Ciao direttore!” sulla homepage del sito nel dare la notizia della scomparsa.

Pacilio ha attraversato le varie “epoche” politiche prima come direttore di Telemare e poi come direttore di Rete8.

Lo ricordo già direttore quando arrivai a Rete 8 come cameraman. Ricordo l’ambiente, ricordo il suo carattere e, soprattutto, la sua pacatezza unita al carattere del buon padre di famiglia.

Decine le dirette e i servizi fatti insieme. Ricordo la prima edizione della Festa nazionale dell’Amicizia sulla neve di Roccaraso del gennaio 1999. Una settimana tra lavoro, neve, cene e pranzi. Ricordo lo stand up girato sulla funivia a 50 metri di altezza, seduti fianco a fianco. Ricordo i vari “12 ore per…” che settimanalmente si producevano in giro per l’Abruzzo. Le dirette infinite per le elezioni e le innumerevoli “Troupe Eng” per scovare dichiarazioni del politico di turno. Ricordo le telecamere con le batterie sempre cariche e le cassette sempre a portata di mano. Se succedeva qualcosa di notiziabile non ci si poteva permettere di “bucarla”.

Poi, come sempre, nella vita si fanno scelte e io ho scelto di allontanarmi da quel mondo televisivo e cercare altre strade. Come l’ultima, quella della comunicazione web che mi ha dato tante soddisfazioni e, spero, me ne darà altre.

E proprio in questa mia avventura che ho avuto occasione, dopo anni, di risentire, seppur telefonicamente, la voce del direttore. Non fu una telefonata di cortesia ma bensì di “polemica”. Una telefonata che arrivò dopo un mio articolo in cui raccontai, anche in maniera ironica, le vicissitudini che tra agosto e settembre 2012 stava attraversando Rete 8. Parlai degli 8 direttori di rete 8 e di personaggi che, nonostante fossero stati fino al giorno prima “acerrimi nemici” del gruppo editoriale, stavano occupando i punti nevralgici dell’emittente. E così fu. E così è tuttora.

Pacilio, però, se la prese per una frase in particolare:“Certamente – scrissi – nelle prossime settimane ci saranno cambiamenti e si andrà verso una regolarizzazione degli incarichi e, pare, che uno dei ‘trombati’ sia proprio Pasquale Pacilio attuale direttore del Tg8.”

Dopo poche ore mi arrivò la sua telefonata:”Il trombato è chi si presenta a una cosa e non viene eletto non chi sta da trentacinque anni a fare un lavoro e questa cosa mi ha fatto incazzare. Insieme a tutto sto casino di imprecisioni, l’unica persona che tratti male sono io?”. 

Ci lasciammo così, ma mi augurò buon lavoro e una buona giornata. Furono parole che mi fecero capire che lui non avrebbe serbato rancore.

Ecco, per questo Pierangeli, editore di Rete 8, non riuscirà a colmare facilmente il vuoto lasciato da Pasquale Pacilio. Non ci riuscirà così facilmente perché Pacilio, prima di essere direttore, era uomo. Con idee più o meno condivisibili, ma uomo.

E non si può essere gente se prima non si è uomini. 

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