Quelli che…il carcere per gli evasori e hanno la colf in nero

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Altro colpo per i grillini e, in particolare, questa volta per il presidente della Camera, Roberto Fico. Dopo i dipendenti fantasma del padre di Di Maio e quelli di Dibba papà, adesso la triade delle brutte figura pare completa.

Il tribunale, infatti, dice che Fico ha una colf pagata in nero. Arriva a conclusione la vicenda in cui finì coinvolto la terza carica dello Stato grazie a un’inchiesta delle Iene. Ma Fico, nella brutta figura, è andato oltre. Lo stesso Fico fu a chiedere che la magistratura facesse chiarezza sulla vicenda dei due lavoratori che saltuariamente e senza contributi di casa della su fidanzata, alle prese con un grave problema di salute per fortuna alle spalle.

Le Iene rivelarono lo scandalo con documenti con documento alla mano nel pieno delle trattative sul governo Lega-M5s. E proprio Le Iene furono trascinate in Tribunale da Fico, sentitosi diffamato dalla vicenda. I giudici, però, gli hanno dato torto perché, semplicemente, la colf era tenuta in nero. A casa di Roberto Fico c’era almeno una collaboratrice domestica che veniva pagata irregolarmente, senza contributi e senza pagare le tasse. Un evasore fiscale Fico proprio come quelli che il suo governo vuole combattere.  

Tra il presidente della Camera Roberto Fico e Imma c’era un legame e si basava su un rapporto di lavoro. Imma lavorava come colf nella casa napoletana della compagna. Un rapporto di lungo termine, ma senza un contratto regolare. Dunque Le Iene non lo hanno diffamato e adesso a confermarlo è il Tribunale della Procura della Repubblica di Napoli, al quale Fico si era rivolto per querelarli. 

A svelare il rapporto fu una persona intervistata e che abitava nella sua stessa via a Napoli. La persona spiegò che Imma lavorava a casa Fico tutti i giorni feriali e da anni: “Imma, una persona che conosco bene: fa la baby sitter e le pulizie, le viene promesso un contratto a tempo indeterminato che non le è stato mai fatto”. Non solo: ad aiutarla ci sarebbe stato anche “Roman, un ragazzo ucraino senza permesso di soggiorno”, poi mandato via per evitare scandali subito dopo l’elezione a presidente della Camera.

Le Iene avvicinarono Imma che confermò di lavorare come colf a casa di Fico a Napoli, “da mezzogiorno alle tre e dalle sei alle sette e mezzo, dal lunedì al venerdì, per 5 giorni a settimana e da più di cinque anni, per 500 euro al mese”. Una circostanza che il presidente della Camera negò: “Quali contributi… se ci fosse un rapporto di lavoro allora ok…”. “Nella casa in cui vivo a Napoli con la mia compagna non ci sono né ci sono mai stati collaboratori domestici a qualunque titolo né con contratto né senza”, proseguì Fico, definendola “una carissima amica della mia compagna Yvonne”. “Si aiutano a vicenda”.

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