Razzi stavolta non si fa li c…i sua e dichiara guerra all’Anas: “conflitti d’interesse che con questi chiari di luna non possiamo permetterci”

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Il guerriero svizzero parla di “distorsioni insopportabili” e di “situazioni paradossali” che riguardano la società per azioni italiana. E presenta un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Economia e delle Finanze.

Dopo il grave problema dell’assenza di segnale della rete cellulare nel tunnel del Gran Sasso, la criniera brizzolata di Giuliano Teatino (Chieti) sta portando avanti un’altra dura battaglia. Ma questa volta il guerriero è salito di livello.

Il senatore vuole vederci chiaro nei piani superiori dell’Azienda autonoma e in particolare in quelle stanze dove operano i dirigenti in doppiopetto. Il condottiero vuole portare a termine una vera e propria operazione verità.

L’Anas fa sapere che i dirigenti che hanno incassato quantitativi superiori al tetto dei 240.000 €/annui – spiega Razzi – lo hanno potuto fare nella ‘piena attuazione delle disposizioni di legge vigenti’. Il fatto è, a detta dell’Anas, che il decreto con il quale è stato introdotto il limite, con decorrenza 1° maggio 2014, prevede l’applicazione del tetto ‘esclusivamente ai contratti di lavoro stipulati successivamente al 10 dicembre 2010’ precisa il senatore.

Perché i dirigenti hanno quindi incassato “quantitativi superiori al tetto” si chiede Razzi? Una domanda alla quale il doppio cittadino non si è saputo dare una risposta e ha chiesto aiuto al ministro Pier Carlo Padoan a cui ha presentato un’interrogazione in parlamento. E non è finita qui. Razzi interroga il ministro dell’Economia e delle Finanze “anche circa conflitti d’interesse riscontrati all’interno dell’azienda, in quanto è appurato che vi è una situazione ove da una parte la moglie è responsabile dell’Auditing interno presso la Direzione Generale, dall’altra il marito è responsabile dei lavori presso il Compartimento per il Lazio”.

Una situazione che a Razzi appare “paradossale. Da un lato il Governo, visto il periodo di grave e perdurante crisi, promette di fissare un tetto massimo alle retribuzioni inadeguatamente elevate dei dirigenti pubblici e dall’altro si realizza che tale vincolo coinvolge una minima platea di contribuenti”. E, giustamente, il lupo della Majella chiede al governo di sapere:”quali orientamenti intendano esprimere, in riferimento a quanto esposto in premessa e, conseguentemente, quali iniziative vogliano intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per porre rimedio all’annosa questione dei Dirigenti Anas”. Inoltre:”se ritengano necessario intervenire, al fine di eliminare conflitti d’interesse riscontrati all’interno dell’azienda”.

Riuscirà il nostro super eroe ad abbattere la casa della ‘cuccagna’ in cui abitano 187 dirigenti in cui ci sono stipendi come quello di Stefano Granati, condirettore generale amministrazione, finanza e sistemi, che arriva a percepire fino a 411.110 euro? Certo, c’è anche Alfredo Bajo, condirettore generale tecnico, che si accontenta di 308.626 euro, e chi fa la fame come il condirettore generale legale e patrimonio, Leopoldo Luigi Conforti, che arriva appena a 244.320 euro.

Ma poi, tutti questi condirettori a che servono?

Antonio Del Furbo

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