Rimborsopoli: la dignità sottratta all’Abruzzo

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Dopo aver avuto da Berlusconi la riconferma della candidatura alle elezioni a ricandidarsi per la guida della Regione, Chiodi, in conferenza stampa, ha contestato, con carte alla mano, le accuse dei giudici. “Sono fiducioso e credo nella giustizia. Ma chi mi ridarà la dignità che mi è stata tolta?” ha chiesto il presidente.

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Dopo aver avuto da Berlusconi la riconferma della candidatura alle elezioni a ricandidarsi per la guida della Regione, Chiodi, in conferenza stampa, ha contestato, con carte alla mano, le accuse dei giudici. “Sono fiducioso e credo nella giustizia. Ma chi mi ridarà la dignità che mi è stata tolta?” ha chiesto il presidente.

“Voglio dire agli abruzzesi che non c’è accusa più infamante di essere considerato una persona che fa la cresta sui rimborsi. Non c’è. E quindi su questo punto spero di aver chiarito tutto e spero anche che di questa cosa la Procura possa tener conto”. Le parole per tutta la conferenza di mercoledì scorso sono state pronunciate con il cuore in mano. Un Chiodi mai visto prima ha sciorinato numeri, ricevute e dettagli. Il presidente asettico, per oltre due ore, ha lasciato il posto all’uomo semplice e commosso. “Ho usato il mio telefono, ho pagato la mia bolletta” ha ricordato Chiodi “non ho usufruito di rimborsi, nonostante mi spettassero, tre volte su quattro. Ed io avrei fatto la cresta?”.

Per ciò che riguarda la vicenda della consigliera di parità, il presidente ha espresso la sua soddisfazione in merito all’apertura di un fascicolo da parte della Procura. “I pm accerteranno la verità” ha detto Chiodi e ha aggiunto:”mi sento tranquillo”. 

A fine conferenza il presidente ha detto di essere preoccupato per il risvolto politico dell’inchiesta. “Ho dato anima, cuore, tutta la mia capacità di lavoro”.

COSA RIMANE (PER IL MOMENTO) DI QUESTA STORIA

Rimane un presidente della Regione sputtanato in tutto il mondo. Rimangono almeno un paio di famiglie distrutte. Rimangono un paio di procuratori sempre più famosi e qualche giornalista, al loro seguito, con qualche copia di giornale in più venduta. Rimane la convinzione che in politica sono tutti ladri e che la politica non serve. Rimane l’attacco a prescindere. Rimane, anzi aumenta, la confusione nelle menti e la voglia di buttare tutto in caciara. Rimane l’idea del politico ladro a prescindere e del giustizialista onesto a prescindere. Rimane l’illusione che il nemico sia la politica sempre e comunque ma, in realtà, non è così. La politica è carnefice ma anche vittima. In quanti si sono chiesti quali poteri si nascondono dietro i grandi quotidiani e dietro certi giustizialisti? Chiedetevelo. Fate questa opera di riflessione ogni sera dieci minuti prima di dormire.

Riflettete e moltiplicate. Le idee.

Antonio Del Furbo


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