Riprendersi i soldi dall’Inps e reinvestirli come nel Regno Unito. In Italia parte la raccolta firme.

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In pochi giorni la petizione ha raccolto oltre duemila firme ed è proprio il caso di dire che, probabilmente, anche in Italia presto si otterrà la possibilità di riprendersi i soldi dall’Istituto di previdenza.

La petizione vuole proporre al Parlamento il recepimento della legge inglese che consente ai lavoratori che hanno raggiunto il 55° anno di età, di ritirare “le somme, rivalutate in base al tasso di rivalutazione legale, versate durante la vita lavorativa, rinunciando alla pensione statale”.

La riforma delle pensioni del governo di David Cameron, infatti, prevede che ogni lavoratore al compimento dei 55 anni di età potrà, se lo vorrà, ritirare tutta la somma dei contributi versati nella vita lavorativa per poi spenderlo o reinvestirlo come vuole. La norma prevede che chi incasserà tutto e subito non godrà dell’assegno previdenziale. Nel dettaglio, un quarto della somma non sarà sottoposta a tassazione, ai restanti sarà applicata la tassazione ordinaria del 40%. 

“Poiché, dopo tanto ciarlare, è necessario chiarire l’ovvio: la pensione non è una CONCESSIONE, ma un DIRITTO, che si ‘compra’ versando ‘a rate mensili’, con il versamento ‘coatto’ di somme di denaro ‘variabili’, assecondando i capricci, più o meno giustificati, di questo o quel politico di turno: Dini, Maroni, Fornero, ecc., sicuramente mal consigliati da qualche economista da strapazzo”, si legge ancora nella petizione. In questo modo, si sostiene, si avrà “una previdenza concorrente”.

Il governo inglese auspica, invece, che la nuova legge permetta di far ripartire l’economia famiglia e, quindi, la spesa in particolare su investimenti nel mercato azionario e immobiliare.

Pare che gli inglesi siano intenzionati, al contrario, per fuggire dalla Gran Bretagna e rifarsi una vita tra Australia, Nuova Zelanda e Asia.

Una scelta che probabilmente farebbero molti italiani.

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