Roma lentamente muore tra Metro chiusa, rifiuti e inchieste

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A Roma i disastri non finiscono mai. Tempi ancora più duri stanno per arrivare per residenti e turisti.



Ora il problema si chiama Metro A. La linea è prossima al collasso e, oltre alle stazioni chiuse, c’è da far fronte all’urgenza dei binari i quali, scrive l’Agenzia della mobilità, sono arrivati alla “fine vita tecnica”. E sono proprio i tecnici a chiedere espressamente il “rinnovo dell’armamento ferroviario nella tratta Anagnina-Ottaviano”, la tratta storica della linea, aperta nel 1980, prima del prolungamento fino a Battistini, inaugurato con il Giubileo del Duemila. E c’è voluto l’ultimo incidente avvenuto giovedì mattina al capolinea Anagnina, in cui hai deragliato un treno della manutenzione, per far svegliare il Comune e l’Atac e accelerare i lavori di manutenzione straordinaria dei binari.

I cantieri si avvieranno ad agosto e la tratta interessata sarà chiusa per intere giornate. Nella tratta Anagnina-Ottaviano verranno sostituiti i deviatoi fino al rinnovo completo della sede ferroviaria. Per l’Agenzia, inoltre, c’è l’urgenza del rinnovo del ballast (ossia il pietrisco usato come base per appoggiare i binari), “visto che dalle ultime verifiche eseguite si è riscontrata una situazione di grave ammaloramento”.

I lavori saranno finanziati con il piano investimenti del Campidoglio, già impegnati a favore di Atac e quindi indicati nel budget 2018 e nel piano industriale della municipalizzata. La chiusura progressiva delle tratte in maniera alternata verranno sostituite dai bus.

Intanto le tre stazioni del centro storico, chiuse per crolli e rischi dovuti alle scale mobili, dovrebbero essere riaperte seguendo questa calendarizzazione: piazza di Spagna entro la settimana di Pasqua, piazza Barberini entro la fine di aprile. La stazione Repubblica, chiusa dallo scorso ottobre dopo il crollo che ha causato 24 feriti tra i tifosi del Cska Mosca, dovrebbe riaprire entro il 10 maggio.

Un caos nei collegamenti romani anche in seguito alle indagini della procura che ha rilevato una “manutenzione non a norma” della metropolitana. L’ipotesi dei pm della Capitale ha portato nel registro degli indagati una ventina di persone per l’incidente avvenuto sulla scala mobile del 25 ottobre 2018 alla fermata Repubblica e per i difetti sulla scala mobile della fermata Barberini del 20 febbraio e 21 marzo 2019. L’accusa è che la società incaricata della manutenzione, la Del Vecchio di Napoli, non avrebbe adempiuto correttamente agli obblighi contrattuali di manutenzione.

Le indagini sono concentrate sui difetti delle scale mobili. Le responsabilità sarebbero in parte di Atac e in parte della società di manutenzione. La Procura della Repubblica di Roma attende il deposito finale di una maxi consulenza tecnica, che potrebbe spiegare tutte le carenze.

La procura, però, sta indagando anche su due appalti di febbraio e luglio 2018 per la gestione dei rifiuti a Roma. Gare che, in entrambi i casi, sono andate deserte. Per l’Agcm “la mancata presentazione di offerte per entrambe le procedure di gara ha comportato per Ama spa la necessità di acquisire i medesimi servizi a trattativa privata e a condizioni economiche più onerose, concludendo contratti di fornitura a prezzi più elevati con le stesse società” che avrebbero dovuto partecipare alla gara.

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